Le modalità di calcolo dell’Imu e il suo pagamento, possono risultare complicate. Di seguito i dati necessari per calcolare pertinenze e detrazioni necessarie per la compilazione del modello F24.

Innanzitutto, sono necessari i dati relativi alla situazione dell’abitazione: il rogito d’acquisto o la visura catastale aggiornata per conoscere la rendita catastale dell’immobile (la classe catastale è contrassegnata da una lettera e un numero: ad esempio, A3 sta per abitazioni di tipo economico, C6 indica invece i garage, ecc…). Poi, chiedere al Comune quali sono le aliquote applicate, le detrazioni possibili ed eventuali situazioni particolari circa i conguagli.

Infatti, è possibile che il Comune possa avere equiparato un’abitazione come seconda casa a giugno e poi rivisto la stessa come abitazione principale. In generale, non si deve pagare l’Imu se il totale annuo dovuto su tutte le proprietà non supera i 12 euro.

In caso di riduzione dell’aliquota comunale da giugno a dicembre, ci sarà un margine di versamento a favore del proprietario dell’immobile. Ciò significa che, avendo versato in acconto più di quanto previsto, c’è la possibilità di non dover pagare il saldo a dicembre oppure di poter richiedere un rimborso per aver pagato più del dovuto. Attenzione quindi nel far pervenire la richiesta al proprio Comune.

In caso di vendita di un immobile nei primi sei mesi dell’anno, è obbligatorio il conguaglio. Quindi, versata correttamente la rata di giugno, bisogna verificare che non ci siano nuove condizioni deliberate dal Comune, che richiamino differenze da versare o rimborsi da riscattare.