Il Sindacato Pensionati Italianidella CGIL lancia un allarme sulla condizione del Welfare State in Italia.

Negli ultimi 5 anni le risorse globalmente stanziata dai governi italiani peril mantenimento dello Stato sociale sono diminuite del 75%. In particolare ilFondo per le Politiche Sociali – principale strumento di attuazione del Welfarein Italia - è passato da una dotazione finanziaria di oltre 923 milioni di euroad una dotazione di soli 70 milioni di euro circa (-92%). Il Fondo per la nonautosufficienza – destinato alla cura di gravi disabilità come la sclerosilaterale amiotrofica – che nel 2010 ammontava ad una dotazione di 400 milionidi euro è stato, giova ricordarlo, eliminato del tutto dall'ultimo governoBerlusconi.

Diminuzioni consistenti hanno subito anche il Fondo per lePolitiche della Famiglia (da 185 miliardi a circa 32 miliardi) e il Fondo perle Politiche Giovanili (da 94 miliardi a poco più di 8 miliardi).

Anche i Comuni italiani hannoseguito questo indirizzo generale diminuendo la spesa per i servizi sociali del3,6% durante il 2012. Guardando al Welfare allargato, ossia quello comprensivooltre che dei servizi sociali veri e propri anche delle spese relativeall'istruzione, allo sport e al tempo libero, il calo di risorse è statoglobalmente del 6,8% a livello comunale, con punte dell'11% in determinate areedel Mezzogiorno.

Carla Cantone, segretario generale dello Spi-Cgil,afferma che "ormai siamo davvero all'anno zero del welfare pubblico, con uncontinuo taglio di risorse che sta privando dei servizi di assistenza le fascepiù deboli del paese, che in questo modo sono state letteralmente abbandonateal proprio destino". Per la Cantone la politica deve affrettarsi ad elaborareun piano di intervento che restituisca allo Stato sociale in Italia la giustaprospettiva e collocazione fra le priorità del governo.