La validità della carta d'identità erastata prorogata da cinque a dieci anni dal decreto legge n. 112/2008, ma chi cel'ha da cinque anni non deve rinnovarla: basta andare nel proprio Comune diresidenza e far mettere un timbro dall'impiegato comunale di turno, in modo chela carta d'identità, qualora sia ancora in buono stato, ottenga una validità diulteriori cinque anni.

Infatti, limitatamente ai documentiancora in forma cartacea, sarà richiesto di effettuare un duplicato solo qualora il documento non sia in condizioni di esseredecentemente esibito.

Chi ha la carta d'identitàelettronica, sulla quale non è possibile mettere un timbro, riceverà invece un certificato con la nuova scadenza, conl'obbligo di esibirlo a richiesta. L'unico particolare che lascia un po'perplessi rispetto a questa nuova procedura è proprio quest'ultimo: indipendentementedalla forma plastificata o meno della carta d'identità, infatti, ci sonolimitazioni e forse ineguaglianze tra un cittadino e l'altro.

Anche qualora un cittadino si presentipresso il proprio Comune con la carta d'identità in forma cartacea e vieneinvitato ad esibire il documento, il messo comunale provvederà ad apporre untimbro con la nuova data di scadenza, senza chiedere nemmeno un centesimo dieuro, ma avvertendo il cittadino che se dovesse espatriare fuori dall'Unione Europea, dovrebbe ripresentarsi con tre foto tessera per rifareuna nuova carta d'identità, anche se quella che ha appena rinnovato era giàvalida per l'estero.

Trattasi chiaramente di una distinzione puramente formalee legale che tuttavia provoca distinzioni sostanziali tra cittadini che hannoun documento con scadenza quinquennale, ed altri che ne hanno uno identico macon scadenza decennale.