Nell'anno appena passato, l'80% delle famiglie italiane èstato colpito direttamente dalla crisi, e quasi il 90% dei nostri concittadinisi è visto costretto a ridurre le proprie spese. Ma, dato più eclatante,addirittura il 41% degli italiani dichiaraormai di non riuscire ad arrivare alla fine del mese.Sono alcune delle evidenze principali emerse dall'ultimo sondaggioConfesercenti-SWG, un'indagine sulle prospettive economiche dell'Italia perl'anno appena iniziato che vede gli italiani sempre più pessimisti.
Per iprossimi dodici mesi, solo il 16% – la metà rispetto allo scorso anno - vede inarrivo un miglioramento per l'economia del Paese, mentre il restante 84% pensa che il 2013 non porteràalcuna evoluzione positiva, ma addirittura unulteriore peggioramento.
La salute dell'economia italiana ègiudicata negativamente dall'87% del campione. In particolare, il 36% laritiene inadeguata, mentre il 51%, la maggioranza, pessima.
La speranza? Il nuovo governo
Per il 2013,la maggioranza degli italiani (il 59%) vuole far leva sul nuovo esecutivo perporre alla sua attenzione l'emergenzalavoro, scelta dal 31% degli intervistati a causa del forte sentimentod'insicurezza sul futuro. L'accento posto sulla questione lavoro nasce dallacrescente difficoltà degli italiani ad arrivarealla fine del mese con i loro guadagni. Nel 2012 il 41% degli interpellatidichiara di non riuscirci, né con il proprio reddito né con quello familiare. L'80%degli intervistati segnala che la crisi ha colpito anche il proprio nucleofamiliare: il 37% ha ridotto fortemente le spese, il 21% ha invece tagliatosulle attività di svago.
Problemi lavorativi per il 20% delle famiglie italianeche hanno registrato: la perdita delposto di lavoro (il 14%) o la cassaintegrazioneper uno dei suoi membri (il 6%).
Le priorità: più lavoro, abbassaretasse e costi della politica
Èsignificativo che, subito dopo la questione lavoro, gli italiani chiedano di abbassare le tasse e di ridurre i costi della politica (il 23%del campione in entrambi i casi). "Ovvero – commenta l'associazione in una nota- meno spese e meno sprechi per liberare risorse utili a tagliare l'insostenibile pressione fiscale, comesostiene da tempo e con molta forza la Confesercenti".