Èil presidente della Bce Mario Draghi ad avvertire gli operatori del settore,dichiarando che l'economia dell'Eurozona sarà debole anche quest'anno. L'Eurotower, infatti, non prevede una exitstrategy, cioè un'interruzione delle misure straordinarie messe in atto poichénell'area euro ci sono ancora dei segnali di frammentazione.

Certo,i segnali di miglioramento ci sono ma non si vedono ancora nell'economia reale.Secondo le previsioni della Bce, si pensa che l'inflazione si mantenga sotto il2% nel 2013, mentre la crescitaeconomica sarà contenuta.

Il governatore, però, specifica che è atteso nelcorso dell'anno un recupero economico, dopo la distensione dei mercatifinanziari tanto che per la fine del 2013 è attesa una vera e propria ripresaper le attività economiche.

Daparte della Bce c'è stato un richiamo verso i governi dei paesi membri che sonostati invitati a ridurre gli squilibristrutturali e a completare la ristrutturazione del sistema finanziario. Ilsuperamento di questi scogli è ritenuto fondamentale per l'uscita dalla crisi,anche se per quanto riguarda il debito sovrano sono stati fatti dei passiavanti, soprattutto con i forti ribassi dello spread e dei rendimenti.

Draghiha anche auspicato la costituzione della supervisionebancaria unica all'interno dell'Eurozona.

In agenda è necessario inserirealtre riforme che aumentino la competitività e la flessibilità nei singolipaesi, soprattutto sul versante del lavoro e dei servizi. Il presidente dellaBce ha anche auspicato che si riattivino i canali di finanziamento a privati ea aziende.

Nelfrattempo la Bce ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento allo 0,75%, che risulta di questo valore dal5 luglio 2012, ovvero quando la Bce ha tagliato dello 0,25% il tasso diriferimento che era fermo all'1% dallo scorso 8 dicembre 2011.