(di Carlo Fabbrizio) La “finanza creativa”, messa in moto agli inizi del Novecento dai più potenti gruppi bancariamericani e che ha portato alla grande crisi del '29, è tuttora l'unica finanza esistente nelmondo occidentale e sta portando al collasso di tutti i sistemi economici.I guai per tutto l'Occidente hanno inizio quando il presidente americano Wilson, nel primodopoguerra, ha permesso che una banca cominciasse a stampare moneta.

Da allora, infatti, è la Federal Reserve che stampa il dollaro, prestandolo così agli StatiUniti che contraggono, nei confronti della banca stessa, un debito con alti interessi che, insostanza, costituisce il debito pubblico.Ciò è avvenuto successivamente anche all'interno dell'Unione Europea, la cui monetaviene coniata dalla BCE e rivenduta, ad un prezzo maggiorato, agli Stati membri che ormainon hanno alcun tipo di sovranità, nè monetaria né fiscale.

Le misure “di facciata”, messein atto da numerosi governi per arginare il debito pubblico, sono inutili. Il meccanismo diacquisto continuo della moneta da parte degli Stati rende vano qualsiasi tentativo di fardiminuire il debito pubblico.La cosiddetta austerità che viene imposta ai cittadini del mondo porta beneficio solamentealle caste di potenti che hanno la necessità di compensare le loro abominevoli spese e glisprechi con il denaro dei lavoratori onesti. E' molto difficile scardinare questo sistema perché l'informazione mondiale è in mano agruppi di potere, lobby che impongono linee editoriali più o meno comuni a tutti i media.Prova ne è il fatto che molti libri che spiegano la vera finanza non riescono a trovare canalidistributivi nelle librerie ed il più delle volte possono essere reperibili solamente tramite isiti internet.

Il problema non è l'economia o la finanza; ciò su cui bisogna focalizzare la nostraattenzione è la manipolazione mediatica delle masse.Così come la crisi del '29 è stata provocata dai grandi gruppi bancari americani cheriuscivano a diffondere voci credibili sull'imminente crollo di gruppi bancari loro avversari,provocandone così il fallimento dovuto al prelevamento in massa dei risparmi da parte deiclienti, anche ora viene fatto credere ai cittadini che siamo sull'orlo del baratro finanziario,inducendo così le persone oneste (sottoposte al bombardamento di questa pseudoinformazione)a “stringere la cinghia” e a sottostare ad un'insostenibile pressione fiscale.Bisogna ricordare che è del tutto legittima una rivolta fiscale quando la pressione suicittadini supera certi parametri.

La Corte dei Conti italiana (legittimata dalla Costituzione acontrollare gli atti del Governo e il bilancio dello Stato) ha più volte segnalatonegativamente l'altissima pressione fiscale esistente nel nostro Paese, suggerendone unacelere riduzione.

Ciò vuol dire che gli stessi organi dello Stato denunciano anomalie e abusi perpetrati dai governi con il sostegno del Parlamento.Il diritto internazionale prevede che si possa non pagare il debito pubblico quandoquest'ultimo è generato all'insaputa e a danno dei cittadini e a beneficio della casta dibanchieri e politici malfattori. Già nel 2008 i cittadini dell'Islanda si sono avvalsi di questanorma internazionale e hanno dichiarato il default ritenendo di non dover pagare il debitopubblico e dando vita ad una nuova assemblea costituente, chiedendo all'Interpol diperseguire penalmente gli autori (politici e banchieri) del fallimento finanziario islandese.Purtroppo la cattiva informazione a livello internazionale non rende partecipi i cittadini delmondo di queste nozioni e fatti fondamentali, cosicché probabilmente nel futuro prossimoassisteremo ad un peggioramento delle condizioni di vita nella maggior parte dei Paesiche sono stretti nella morsa di questo Grande Fratello globale.