L'argomento pensioni fa paura agliitaliani, soprattutto ai giovani. Una preoccupazione accresciutadalla discontinuità dei percorsi lavorativi e dal fatto che ilavoratori conoscono troppo poco il sistema pensionistico delnostro paese. Sono due delle osservazioni principali che emergonodalla ricerca "Promuovere la previdenza complementare comestrumento efficace per una longevità serena", realizzata dalCensis per la Covip (Commissione di vigilanza sui FondiPensione).
La pensione? "Meno di metàstipendio"
A prevalere in generale è la sfiducia.I giovani tra i 18 e i 34 anni, in particolare, credono che quandoandranno in pensione riceveranno un assegno pari in media al 53,6%del loro reddito da lavoro.
E il 30% di essi si aspetta una pensionedi base inferiore alla metà del reddito attuale. Preoccupatida una vecchiaia da trascorrere in ristrettezze economiche (39%),sono consapevoli di dover integrare la pensione pubblica conqualche forma di risparmio: i titoli mobiliari (38,8%), il mattone(19%) e la previdenza complementare (17,4%).
In pensione dopo i 70 anni
Gli italiani sembrano tristementerassegnati a lavorare più a lungo. Solo il 23,5% deilavoratori italiani ritiene che andrà in pensione all'etàdesiderata. Il 25% pensa che andrà in pensione dopo i 70 anni,cosa desiderata da pochissimi: lo vogliono solo il 5,2% deilavoratori maschi e il 3,4% delle donne. Ben il 31,2%, al contrario,desidererebbe andare in pensione addirittura prima dei 60 anni (il25,9% dei maschi e il 37,5% delle donne).
Previdenza complementare, questasconosciuta
Non ci sono preclusioni ideologicherispetto alla previdenza complementare, visto che il 42% deilavoratori considera il sistema previdenziale misto, fatto dipubblico (pensione di base) e privato (pensione complementare), comeil più sicuro. Ma la conoscenza della previdenza complementare èscarsa: sono 16 milioni i lavoratori che non hanno idea di comefunzioni. Tra i motivi della scelta di non aderire allaprevidenza complementare, il 41% dichiara di non poterselopermettere, il 28% non si fida di questi strumenti, il 19% si ritienetroppo giovane per pensare alla pensione, il 9% preferisce lasciareil Tfr in azienda. Particolarmente bassa è la fiducia dei lavoratoriautonomi, tra i quali il 35% dichiara di non aderire perché nonsi fida degli strumenti di previdenza complementare, percentuale chescende al 26,5% tra i dipendenti pubblici e al 26,3% tra quelliprivati.