Essere poverosignifica essere in uno stato di disagio economico tale da rendere il soggettoincapace di soddisfare un livello minimo di bisogni, ritenuto socialmenteaccettabile. L'Istat calcola la povertà a partire da un paniere di beni eservizi considerati alla base di una vita dignitosa. Si calcola che il 5,1%delle famiglie italiane siano in povertàassoluta, precisamente 3,4 milioni di persone. In povertà relativa sono invece quelle persone che hanno risorseinferiori a quelle che possiedono mediamente gli altri membri della società.

A Torino sono 41mila le persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare, vengono serviti 400pasti caldi al giorno.

La fotografia che emerge di Torino è purtroppo quella di unadelle città più colpite del Piemonte dove le persone, anche quelle vestitedecorosamente, a fine mercato rovistano tra i resti delle bancarelle allaricerca di qualche alimento. É cambiata infatti la composizione dei poveri.

In coda davanti alla mensa o di fronteallo sportello-casa, non solo più stranieri o barboni, ma sempre più disoccupati o cassaintegrati con famiglia acarico, cresce il numero delle giovanicoppie di estrazione media che ha perso il lavoro o persone di mezza età ormai in difficoltà nella ricerca di un nuovoimpiego, perché considerati troppo vecchi nell'attuale mercato del lavoro. Inaumento anche i working poor, ossiaquei lavoratori che nonostante un impiego non hanno un reddito sufficiente permantenere la famiglia.

A denunciare unaumento notevole nel 2012 delle persone bisognose sono stati Roberto Cena,responsabile piemontese del Banco Alimentare, e Elide Tisi, assessore aiServizi Sociali del Comune. Il verodramma, secondo Cena, è propriol'allargamento della fascia di povertà. La fascia grigia dei nuovi poveri èaumentata a causa della disoccupazione edella relativa riduzione dei redditi che ha reso molte famiglie deboli eimpreparate di fronte agli impegni presi in precedenza, quando vi era unacondizione di apparente normalità.