Arriva il salvagente per i contribuenti silenti, i soggetti che al 31 dicembre 1992 hanno maturato 15 anni di versamenti dei contributi Inps e che rischiavano di veder sfumare l'accesso alla pensione per effetto della riforma pensionistica voluta dal ministro del lavoro, Elsa Fornero.
Il salvagente per i contribuenti silenti
Lo stesso ministero annuncia una deroga a favore dei contribuenti silenti per l'accesso al trattamento pensionistico, per ci potranno accedervi con le vecchie regole, ossia 60 anni di età o 65, e senza rispettare il requisito contributivo dei 20 anni.
Un'altra questione esodati?
Una vicenda questa dei contribuenti silenti che risale alla cosiddetta Riforma Amato, il decreto legislativo n. 503/1992 che aveva stabilito l'aumento del requisito contributivo per ottenere la pensione di vecchiaia da 15 a 20 anni, fatta eccezione per chi risultava ammesso a versare i contributi volontari prima del 31 dicembre 1992 che, a conti fatti finora, comportano 15 anni di contributi. Perciò vengono detti pensionati "quindicenni".
Possibile soluzione in vista
Ora la riforma delle pensioni voluta dal Governo tecnico di Monti cambia tutto e delinea l'accesso alla pensione con 20 anni di contributi. Cosa fare per i quindicenni? Il rischio palese è il blocco dell'accesso al trattamento previdenziale e senza lavoro e senza pensione, si rischia di creare un'altra questione esodati. In più le parole di qualche giorno fa del direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, hanno contributo a gettare nel panico molte persone, visto che negava la restituzione dei contributi versati per i contribuenti silenti, altrimenti si rischiava il default dell'Istituto Nazionale di Previdenza sociale.