Secondo l’ultimissimo sondaggioeffettuato da Demopolis su un campione rappresentativo di poco più di 1.000elettori rappresentanti l’humus degli iscritti alle liste elettorali, per queste elezioni politiche SilvioBerlusconi e la sua coalizione sitroverebbero ad una distanza di soli 6 punti da quella del Pd guidata da Bersani.La lista di Grillo si assesterebbe al 16,5%, mentre quella di Monti al 15,4%
Sostanzialmente quando mancanoappena 21 giorni alla data del voto il centrosinistra con una percentuale vicina al 34% si troverebbe ancora in testasul centrodestra (che sfiora il 27,8%).
La rimonta del Cavaliere stadunque sortendo gli effetti sperati dall’ex premier, che ha visto ridurre nonpoco le distanze di partenza che lo vedevano addirittura al di sotto della “brigata”Monti.
In ulteriore grandissima crescitasi delinea il Movimento 5 Stelle diBeppe Grillo, il quale non è candidato e si limita adandare su e giù per la penisola a rastrellare consensi nelle piazze.
Mario Monti e i suoi fidiscudieri alleati quali Fini & Casini arretrano leggermente ma guadagnanoun 15,4%.
A conti fatti, se questi fossero iresponsi derivanti oggi dalle urne - secondo l'indagine Demopolis – il PartitoDemocratico e alleati guadagnerebbero ilpremio di maggioranza alla Camera, conquistando 340 seggi.
Mentre ben 125deputati andrebbero agli azzurri di Berlusconi, 77 onorevoli potrebbero contarsi tra i Grillini. 70invece i seggi che potrebbero conquistarsi i seguaci del centro di Monti. RivoluzioneCivile di Ingroia, affiancato da Di Pietro e altri ex giudici, si attesta poco aldi sopra del 4%e potrebbe sperare in unapattuglia di ben venti deputati.
I partiti maggiorisarebbero il Pd al 28,5%, il Pdl al 19%, il Movimento 5 Stelle al 16,5%. .
"L'esito delle prossimeelezioni – ha dichiarato il direttore di Demopolis Pietro Vento - si giocheràcomunque sul numero dei seggi attribuiti al Senato in base ai diversi premi dimaggioranza regionali: la vera partita si giocherà in Lombardia ed in Sicilia,le due regioni maggiormente incerte nelle quali si registra una situazione di sostanzialeparità e dal cui voto dipenderà la governabilità del Paese".
Nelle regioni in bilico, come nelresto d'Italia, determinante risulterà la scelta degli indecisi i quali sonocirca il 20%. Ad essi si aggiunge il partito degli astensionisti che per ilmomento si ammontano al 24%. Un restante 2% andrebbe ai partitini minori. E’ evidente come il Cavaliere stia tentando di pescare e di sperare nella sua rimonta proprio in quel mare di voti, che attualmente anche le indagini sulle intenzioni deglielettori non riescono a tradurre in datiproiettabili.