L'IMU è ormai diventata la grande protagonista della campagna elettorale: i politici fanno a gara a prenderne le distanze e a prospettare soluzioni alternative. Ma in attesa del voto, e mentre migliaia di cittadini stanno già chiedendo il rimborso, a decretare il destino di questa infelice imposta sarà il Tribunale Amministrativo regionale del Lazio, chiamato domani (6 febbraio) a pronunciarsi sulla sua legittimità.
La II sezione del Tar (presidente Tosti) dovrà infatti decidere se accogliere l'istanza presentata dal Codacons dichiarando la tassa illegittima.
Alla base del ricorso ci sarebbero diverse violazioni degli articoli della Costituzione Italiana: vediamo insieme i rilievi mossi dall'associazione.
Il provvedimento impugnato, si legge, sarebbe "del tutto illegittimo in quanto lesivo dei primari principi costituzionali di imparzialità e di buon andamento dell'attività e dell'organizzazione amministrativa, laddove impedisce di fatto 'l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione".
Sia a livello statale che locale i provvedimenti ledono gravemente i diritti primari dell'individuo, che nella maggior parte dei casi, prospetta il Codacons, "si vedranno costretti a vendere i propri beni, magari alle Banche, che nonostante siano proprietarie di immobili prestigiosi sono esenti dal pagamento dell'IMU!
". L'associazione etichetta quindi la tassa come "un illegittimo prelievo coattivo", poichè non considera la capacità contributiva del cittadino.
"La violazione del principio di progressività da parte del legislatore – conclude l'associazione - nonché da parte degli Enti locali che hanno regolamentato la tassazione, è facilmente desumibile ed evidenzia non solo la violazione dell'art. 53 della Costituzione, ma anche il peso della nuova disciplina sul contribuente con reddito medio/basso". Ora, gli occhi di migliaia e migliaia di contribuenti sono rivolti al Tar.