La notizia, ieri, aveva colpito anche noi. Dopo articoliletti sulla crisi del paese ellenico, dopo aver sentito della crisi del sistemadi informazione, dopo i servizi dei giorni scorsi nei quali alcuni Tg nazionaliparlavano di un paese allo sbando dove i senzatetto sono in aumento, unanotizia del genere pareva più che credibile. Ma anche per questo abbiamo usatotempi verbali e frasi ipotetiche ("pare che", "sembrerebbe"...).
Certo, il fatto che non fossero riportate fonti preciselasciava un po' perplessi, ma la notizia di proteste violente, rapine e disagiosociale imperante la confermavano anche molti alti siti.
Anche il comunicato diAmnesty International è vero, ma sollecitava «le autorità greche a indagare sulle denunce di tortura», non di più. Così come il fatto che numerosi senzatetto abbianotrovato rifugio in un antico teatro greco ormai chiuso al pubblico.
Ma la situazione, invece, pare essere meno preoccupante di quel che sembra. Effettivamenteda 16 giorni gli agricoltori stanno protestando,anche con pesanti blocchi stradali, ma contro il loro Governo, dal quale stannocercando di ottenere una riduzione del prezzo del combustibile per i mezziagricoli, una riduzione fiscale sui prodotti, per incentivare gli acquisti, esui terreni, oltre a politiche più favorevoli per ridurre il credit crunch, lastretta ai prestiti applicata dalle banche.
Dunque è vero che degli agricoltori, il 6 febbraio scorso, sono scesi in piazzaregalando frutta e verdura, ma non è stata una rivolta sociale, e non ci sono stati assalti ai supermercati. E vero è anche il datosull'aumento delle rapine, che secondo il quotidiano greco To Vima nel 2012 sarebberostate almeno 7mila, circa 20 al giorno. Ma se non si può dire che per ilGoverno greco la situazione è sotto controllo, altrettanto inesatto è dire cheil paese è fallito. Almeno non ancora. La notizia è dunque da rettificare, conbuona pace dei complottisti che nei giorni scorsi l'avevano alacremente alimentata.