Nel 2012 gli italiani hanno dovuto pagare la tassa sugli immobili, l'Imu, anche sulla prima casa. Un pesante sacrificio per i cittadini ed una manna per le casse dello Stato che, stando ai dati ufficiali sul gettito, ha incassato oltre 23 miliardi di euro.

L'auspicio è quello per cui il sacrificio degli italiani non sia vano dopo gli ultimi anni vissuti all'insegna della crisi e delle ristrettezze economiche. Per il 2013, pur tuttavia, c'è la possibilità che l'Imu sulla prima casa possa essere, se non abolita, quantomeno ridotta per le famiglie che hanno bassi redditi.





Questo almeno stando alle promesse fatte da numerosi leader politici in vista delle imminenti elezioni. Considerando che lo Stato ha bisogno di risorse anno dopo anno per rendere sostenibile il debito pubblico, e per pagare la montagna di interessi sui Bot e sui Btp, la revisione dell'Imu sulla prima casa richiederà in ogni caso uno spostamento del prelievo.



Ad esempio con una tassazione più aspra su beni non di prima necessità come gli alcolici ed il tabacco. Oppure facendo pagare di più chi ha due, tre o più case rispetto invece a quelle famiglie che come unico asset immobiliare hanno la sola prima casa ad uso abitativo. Ed il tutto, in ogni caso, con la speranza che le promesse dei politici non siano come quelle fatte e poi non mantenute da venti anni a questa parte.