L'anno 2013 non promette bene per gli italiani per quanto riguarda la tassazione, ma d'altra parte era prevedibile un ulteriore incremento del carico fiscale tanto che la pressione fiscale salirà al 45,3%.

Le nuove tasse guardano soprattutto alla casa e agli investimenti finanziari: La Tobin Tax è essenzialmente una tassazione che viene applicata alle transazioni finanziarie i cui introiti dovrebbero andare ad alzare il gettito nelle casse dello Stato e quindi alleggerire la pressione fiscale sui cittadini meno abbienti per andare a colpire quelli che operano con somme maggiori.

La Tobin Tax prende il nome dal suo ideatore James Tobin (Stati Uniti) che per primo nel 1972 lanciò un'idea di tassazione sulla movimentazione di capitali dando anche una percentuale di riferimento pari al 0,5%.

La tassa sarà applicata soltanto ad 11 dei ventisette paesi dell'Unione Europea: Germania, Francia, Italia, Portogallo, Belgio, Slovenia, Austria, Grecia, Estonia, Spagna e Slovacchia applicheranno la Tobin Tax .

Non mancano i timori circa l'applicazione di questa nuova tassa: la Tobin tax potrebbe anche essere uno strumento utile per la creazione di nuove entrate, una semplice tassa come tante altre, ma solo se applicata su larga scala. Tecnicamente, se non approvata a livello globale, la tassa sulle transazioni rimane di difficilissima applicazione perché è facile intuire come le transazioni possano essere spostate in paesi detassati o inserirsi nel meccanismo di spread delle aliquote dei paesi tassati.

L'altra nuova tassa è l'ivie, cioè l' imposta sul valore degli immobili situati all'estero.

Infatti l'articolo 19, comma 13 e seguenti del Dl 201/2011 come convertito dalla Legge 214/2011 ha disciplinato l'imposizione fiscale sugli immobili prendendo in considerazione esplicitamente anche quelli situati all'estero, destinati a qualunque uso. Questa imposta colpisce tutti i cittadini residenti in Italia che possiedono o detengono per altri diritti, come l'usufrutto, immobili all'estero, quindi non solo i cittadini italiani proprietari di una casa all'estero, ma anche i cittadini stranieri, comunitari ed extracomunitari, con residenza nel nostro paese e che qui pagano le imposte.

Infine la terza novità è rappresentata dalla Tares: Questo tributo, previsto già un anno fa dal Decreto Salva-Italia, andrà a sostituire l'ormai obsoleta Tarsu o la Tia e (con un apposito incremento studiato ad hoc, pari a 30 centesimi per metro quadrato) servirà anche per finanziare i cosiddetti "Servizi indivisibili" prestati dagli Enti Locali, vale a dire quei servizi comunali di cui beneficia l'intera collettività ma per i quali non è possibile effettuare una suddivisione in base all'effettiva percentuale di utilizzo individuale.

Non è necessario essere proprietari di una casa per essere annoverati tra i soggetti obbligati al versamento del nuovo tributo. La nuova Tares, infatti, colpirà tutti i soggetti che, a qualsiasi titolo, utilizzeranno un bene immobile.