Uno studio Bankitalia indica che l'8,2% delle famiglieitaliane presenta almeno dei "segnali" di sovra-indebitamento, dal peso dellerate da pagare,alle rate arretrate, al numero dei prestiti e mutui accesi.Tracciato anche l'identikit di queste famiglie: nuclei con a capo una personatra i 31 e 40 anni, senza titolo accademico, per la maggiore lavoratoriautonomi con residenza in una grande città e con un reddito medio basso.

Sonocinque le situazioni che determinano lo stato di "sovra-indebitamento": quandola spesa mensile per ripagare il totale dei prestiti erogati copre più del 30%del reddito lordo mensile; quando allo stato di povertà si associa quello diindebitamento o le uscite per il rimborso del prestito complessivo conducono aldi sotto della soglia di povertà; se oltre il 25% delle entrate mensili lordeviene destinato a ripagare debiti non garantiti; se gli arretrati di sommedovute sono pari o superano i tre mesi; quando sono stati accumulati oltrequattro prestiti.

Tenendo conto delle famiglie che rientrano in almenodue delle situazioni indicate, la percentuale dei nuclei in una situazione disovra-indebitamento scende al 2%, cala ancora la percentuale allo 0.6% se siinquadrano tre campi contemporaneamente, mentre solo lo 0.2% delle famiglieitaliane presentano una situazione di quattro condizioni su cinque. Secondoquesti dati, inoltre il 3,1% dei nuclei italiani spende più del 30% delle sueentrate per ripagare i debiti. Se si considerano le attività detenute dallefamiglie, la percentuale cala al 2,4%, mettendo in conto gli asset finanziari,al 2,2% calcolando anche le proprietà ad esclusione dell'abitazione principale.

L'idea è che chi possiede dei beni può venderli per ripagare il debito,ovviamente ciò diventa problematico se l'unico bene è rappresentato dalla casain cui si vive.