Dairisultati di due diverse indagini statistiche condotte da ISTAT ed EURISPESemerge che gli stipendi degli italiani sono molto lontani da quelli di tedeschie francesi. Un lavoratore italiano su due ritiene inoltre il proprio stipendio troppobasso e sottostimato rispetto all'attività lavorativa prestata.

La retribuzioneoraria lorda dei lavoratori italiani in media raggiunge i 14,5 €, ponendo cosìil nostro Paese al 12° posto fra i Paesi europei relativamente a questoparticolare dato statistico. Il dato relativo alla paga oraria pone l'Italiasotto la media della zona euro, ma leggermente sopra rispetto a quella dell'interaUnione Europea.

Rispettoalla Germania la retribuzione oraria lorda dei lavoratori italiani è inferioredel 14,6%, rispetto a quelli del Regno Unito siamo al -13%, nei confronti dellaFrancia al -11%. Costituisce una magra consolazione per l'Italia il dato cherapporta il proprio livello di retribuzione a quello della Spagna: gli italianihanno difatti una paga oraria che in media è superiore a quella degli spagnolidel 25,9%.

In base aidati ISTAT, fra i Paesi dell'UE i valori più alti nei livelli della retribuzioneoraria lorda sono quelli di Danimarca (27,09 €), Irlanda (22,23 €) eLussemburgo 21,95 €). I più bassi invece riguardano Bulgaria (2,04 €), Romania(2,67 €), Lettonia (3,78 €) e Lituania (3,44 €).

Dall'indagine EURISPES emerge invece l'umore degliitaliani rispetto al livello dei propri salari e alla tipologia contrattualecon la quale essi vengono assunti. Per il 64,1% dei lavoratori italiani glistipendi troppo bassi e i contratti insoddisfacenti rendono impossibile qualsiasiipotesi progettuale sul proprio futuro. Il 28,2% di essi inoltre è costretto acercare aiuto in famiglia per arrivare a fine mese, stante il livelloinsoddisfacente del proprio reddito. Il carico di lavoro inoltre è giudicatoeccessivo e le possibilità di fare carriera sono ritenute una chimera. Unlavoratore su quattro inoltre segnala problemi di mobbing all'interno dell'aziendanella quale presta la propria attività lavorativa. Infine le donne risultano esseremaggiormente penalizzate: la loro retribuzione è difatti risultata essere inferiorea quella degli uomini di circa il 21%.