Presentatoun rapporto del Censis che evidenzia come nel nostro Paese tra il 2007 e il2012 siano andati perduti qualcosa come 500 mila posti di lavoro. Un vero eproprio "mezzo miracolo" italiano. Il buon 60% della perdita è registrata nelSud, dove in regioni come Sicilia e Campania è risultato che oltre il 35% deigiovani di età compresa fra i 15 e i 29 anni rientrano nella cd. categoria deiNeet, ossia i giovani che non studiano e non lavorano.

La tendenza media deiNeet in tutto il Mezzogiorno è del 31,9%, mentre la media nazionale è pari al22,7%.

Le regioni meridionali dove più tragica risulta essere questa statisticasono appunto Sicilia e Campania dove il dato percentuale è rispettivamente del35,7% e del 35,2%.

Non solo il lavoro a rischio dunque, ma anche i livelli diistruzione: lo scoraggiamento sociale determina nel Sud una percentuale diabbandoni scolastici del 21,2%, mentre nel resto d'Italia è del 16%. E ciòavviene nonostante la spesa per l'istruzione al Sud sia quasi doppia rispetto aquella del Centro-Nord: 6,7% del PIL contro il 3,1% del resto d'Italia (1.170euro procapite, contro i 937 euro procapite del Centro-Nord).

Dal rapportoCensis emerge che nel quinquennio preso in esame il divario fra Nord e Sud si èallargato, riproponendo tragicamente una nuova questione meridionale.

Il PILdel Mezzogiorno si è difatti ridotto fra 2007 e 2012 del 10%, mentre laflessione nel Centro-Nord è del 5,7%. La crisi economica ha dunque pesatomaggiormente al Sud, di quanto non abbia fatto nel resto d'Italia. Globalmenteil Pil dell'Italia nel 2007 era di 1.680 miliardi di euro, quello del 2012 èsceso invece a 1.567 miliardi di euro. La crisi è dunque costata al nostroPaese la cifra tonda di 113 miliardi di euro: di questi, 72 miliardi sonoandati perduti al Centro-Nord, mentre 41 miliardi sono andati perduti al Sud, il36% della perdita totale.

La fotografia della diseguaglianza sociale in atto nelnostro Paese è perfettamente sintetizzata da un dato ulteriore: nel Centro-Nordsi produce ogni anno la cifra media di 31.124 euro per singolo abitante, suglistessi livelli della ricca Germania dunque (dove il PIL procapite è di 31.703euro), mentre al Sud il PIL procapite è di 17.957 euro, inferiore persino aquello della Grecia che vanta un PIL nazionale di 18.454 euro procapite.