Esce solo ora, la confessione dell'ex dittatore argentino, Jorge Rafael Videla, (Jorge come Papa Francesco) rilasciata nel 2012, che, documentata anche da fotografie, accusa la Chiesa e in particolare l'episcopato argentino dell'epoca, di collusione con il suo regime dittatoriale. Naturalmente esiste il collegamento almeno temporale con Papa Francesco, che allora era solo il cardinal Jorge Mario Bergoglio, che divenne poi anche Arcivescovo di Buenos Aires.
L'ex dittatore Videla, asserisce che addirittura la Chiesa, non solo sapeva dell'Esma, cioè del centro tortura dei bambini figli dei desaparecidos, ma alle famiglie faceva sapere che dovevano smettere di cercare i loro figli, in quanto ormai morti.
Come se questo non dovesse bastare, molti cardinali dell'episcopato in Argentina, oltre a sapere e rendersi complici del regime dittatoriale, offrivano anche la disponibilità dei loro uffici, dove certamente, negli archivi si nascondono le tante prove della collusione.
Jorge Videla non fa il nome di Papa Francesco, al tempo della confessione rilasciata, ancora cardinale Bergoglio, ma dice che molti incontri si sono avuti con gli alti prelati, soprattutto con il cardinale Raul Francisco Primatesta, che in una foto risulta chiaramente a colloquio stretto con il dittatore Videla.
Dov'è la colpa del cardinale Bergoglio? Semplice, nel 1977 era a capo dei Gesuiti e a stretto contatto con il generale del regime, in seguito lavorò presso l'espiscopato di Buenos Aires, dove successivamente ne divenne Arcivescovo.
A confermare che fosse al corrente delle torture sui bambini figli di desaparecidos, lo dimostra la denuncia di Estela de la Cuadra, la cui famiglia chiese l'aiuto sulla scomparsa della giovane Elena, incinta di una bimba, a cui Jorge Bergoglio, mandò a dire che era inutile cercarla, ormai era morta e della figlia non se ne sapeva nulla.
Cosa c'entra questo? Nel 2010 l'attuale Papa Francesco, testimoniò al megaprocesso sull'Esma, (il centro tortura), di non sapere nulla di questo e dei bambini dati in adozione, figli di desaparecidos, almeno fino alla fine degli anni novanta. Com'è possibile, se nel 1977 già sapeva, pur mandando il messaggio alla famiglia de la Cuadra, che Elena fosse morta e che della figlia non ne sapeva nulla?
Falsa testimonianza, omissione di reati su bambini al tempo del regime dittatoriale di Jorge Videla, complicità come tutto l'espiscopato argentino dello stesso, in più Bergoglio ha sempre negato l'accesso agli archivi dell'episcopato di Buenos Aires. Ma adesso, Estela de la Cuadra, gli chiede nuovamente in veste di nuovo Papa, di procedere alla verità, e alla spiegazione sul perchè abbia taciuto all'epoca. Anche se Videla non è stato fotografato con Jorge Bergoglio, e non lo cita, è indubbio che la Chiesa, e presumibilmente l'attuale Papa, fossero al corrente delle torture e di un'acclarata complicità con la dittatura argentina.