La vendita del Btp Italia, che si è chiusa anticipatamente alle ore 17,30 del giorno 16 aprile, è stata un vero e proprio boom. Il collocamento ha raggiunto quota 17.056.409 miliardi di euro con un numero di contratti pari a 196.509.
Il titolo che ha godimento a partire dal 22 aprile 2013 e che scadrà il 22 aprile 2017 ha una cedola semestrale con un tasso definitivo pari al 2, 25. Ieri il Tesoro ha provveduto a comunicare il tasso annuo definitivo salvo precisare che nel corso della giornata di oggi fornirà ulteriori elementi informativi.
Dunque la corsa all’acquisto di tale titolo per il quale le vendite hanno superato la soglia dei 17 miliardi è stata dettate prevalentemente dal bisogno di coprirsi dal rischio dell’inflazione che per il dato di marzo è stata stimata intorno all’1,6 %. Tale BTPITALIA offriva diversamente dai BTP comuni e dal BTPEI questo grande vantaggio, la copertura dall’inflazione calcolata sull’indice FOI, ovvero la copertura dall’inflazione Italia, mentre il BTPEi copre dall’inflazione dell’Eurozona.
Le tre emissioni del 2012 hanno anch’esse avuto un grande successo, tranne quella di giugno che sebbene godesse di un tasso più allettante, del 3, 55%, vide vendite per 1,7 miliardi di euro in quanto si era nella fase più acuta della crisi del sistema Italia.
Ma certamente un boom di questa portata, per più di 17 miliardi di euro raccolto prevalentemente da investitori privati e istituzionali italiani non può che far ben pensare. Il debito pubblico è rifinanziato e agli occhi della comunità finanziaria internazionale questo può essere letto come elemento incoraggiante visto i debiti commerciali pregressi che devono essere sanati anche se con ritardo. Molto probabilmente ora si attende l’asta di Giugno, visto la chiusura anticipata di quella di aprile. L’entità della somma collocata ha fatto sì che la direzione decidesse per una chiusura anticipata.