L'Inps chiede ai medici di calare i permessi dei giorni di malattia sino al 3% per contenere il costo annuo dell'Ente, di circa 2 miliardi di euro. La comunicazione emessa da l'Inps lo scorso 16 gennaio, ipotizza di diminuire i permessi reclamati dai lavoratori per questioni di salute, un attestato di pianificazione interna che esamina e stabilisce il bilancio attribuito alle imprese per la copertura delle diagnosi dei lavoratori.
L'Inps suggerisce ai medici di calare i permessi per malattia del 3% e aumentare i controlli fiscali, così da poter scovare i finti malati; inoltre, l'ordinamento in corso annuncia che, dal quarto giorno di malattia a pagare alle imprese salari e contributi del lavoratore sarà in realtà l'Istituto di Previdenza.
Dall'ordine dei medici sono insorte molte polemiche e il presidente Roberto Carlo Rossi (dell'ordine dei medici di Milano) interviene con una lettera all'Inps dichiarando: l'Ente praticamente conferma che il 3% dei certificati medici sono inattendibili, inoltre, la malattia è stata collocata alla voce "spesa" e questo è inammissibile.
Vediamo ora, che cosa rischia il lavoratore in malattia, che esercita in un altro luogo: il lavoratore che, nel corso della malattia esegue un altro mestiere infrange la legge, così specifica il decreto della Cassazione del 28 ottobre 2010.
Vediamo assieme il caso di un lavoratore che aveva convocato al processo la ditta datrice di lavoro per avere la cancellazione del proprio licenziamento: la ditta gli aveva notificato di aver svolto un impiego fuori dalla propria azienda durante i permessi dei giorni di malattia, ottenendo così il licenziamento da parte della ditta stessa, oltre a ciò, il tribunale ha puntualizzato che lavorare durante i giorni di malattia, non fa altro che, rallentare e compromettere il reinserimento al proprio posto di lavoro e il recupero delle forze fisiche e psichico, ciò rappresenta un indagine che riguarda solamente al giudice di merito, non inappuntabile in sezione giuridica e che distingue la costituzionalità approssimativa del licenziamento.