Il nuovo Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha ribadito inquesti giorni che proseguirà i suoi studi per valutare l'opportunità di introdurre una moneta cosiddetta“complementare” da affiancare all'Euro. I lettori più attenti ricorderanno che si era parlato molto ditale possibilità già nel corso dell'ultima legislatura di Roberto Formigoni, a conferma degli evidenti problemi fatti registrare ancora oggi dalla moneta unica.
Quali sarebbero i vantaggi?
Il leghista Maroni ha motivato l’idea osservando che nei periodi congiunturali caratterizzati dal ‘credit crunch’, come quello di oggi, losviluppo di nuovi strumenti di pagamento può agevolare lo scambio di beni eservizi.
"Abbiamo quindi intenzione di procedere con uno studio di fattibilitàdi un sistema di moneta di tipo complementare, magari con il coinvolgimento di banche,associazioni, istituzioni e Camere di commercio locali" ha chiarito Maroni. Un modo di sostenere meglio i redditi e quindi per rimettere contante nelle tasche dei cittadini lombardi? Per ora non ne sappiamo abbastanza e dovremo quindi attendere gli sviluppi. Negli anni scorsil’ipotesi dell’adozione di una sorta di moneta locale era stata formulata nell’ambitodel Comune di Aprilia (LT) e quindi del Lazio, ma poi non se ne era fatto niente(forse anche per l’improvvisa scomparsa del sindaco).
L’Euro e i Paesi interessati
Ricordiamo che l’Euro è la valuta comune ufficiale dell’Unioneeuropea ed è attualmente usato in ben 17 dei 27 Stati che sono membri dell’Unione medesima.Ecco il loro elenco completo in ordine sparso: Austria, Cipro, Belgio, Finlandia, Estonia, Grecia, Germania, Francia, Italia,Lussemburgo, Malta, Portogallo, Paesi Bassi, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Irlanda.
La Lettonia inizierà adusare l’Euro solo a partire dal 2014 e precisamente da 1° gennaio. L’Euro vienequindi quotidianamente scambiato tra 320 milioni di cittadini-consumatori. Ricordiamoinoltre che ci sono tre micro-Stati vale a dire San Marino, Città del Vaticanoe Principato di Monaco, i quali hanno adottato l’Euro solo in ragione dei precedentiaccordi relativi all’Unione monetaria stabiliti con altri Paesi membri dell’UE.