Quello che si evince dagli ultimi sondaggi effettuati fino al 5 aprile 2013, può essere letto in modi diversi, quelli di coalizione, quelli di partito, e soprattutto quelli che riguardano le intenzioni di voto sul PD e dunque sulla coalizione di Centrosinistra. Quest'ultima, che sia guidata da Bersani come candidato Premier, ottiene un risultato, con leader Matteo Renzi, un altro ben diverso.
Sondaggi partiti (ricavati dalla media approssimata dei maggiori istituti)
Partito Democratico (PD) 25-26% con Bersani, 33-34% con Renzi
Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) 2,8-3,2%
Altro (Centrosinistra) 0,7-0,9%
Unione di Centro (UDC) 1,8-2,2%
Scelta Civica (Monti) 7,0-7,2%
Popolo della libertà (PDL) 24,6-25,4%
Lega Nord 4,0-4,2%
Fratelli d'Italia 1,1-1,3%
La Destra 0,6-0,8%
Altro (Centrodestra) 0,3-0,5%
Movimento 5 Stelle 24,9-25,9%
Rivoluzione Civile (Ingroia) 0,9-1,1%
Lista Fare per fermare il declino 0,9-1,1%
Altri partiti 2,7-2,9%
Indecisi + Astenuti 29%
Sondaggi coalizioni (stesso criterio dei partiti)
Centrosinistra 27,5-28,5% (con Bersani) 33,5-34,5% (con Renzi)
Centrodestra 30,5-31,5%
Scelta Civica Monti 7,8-8,2%
Movimento 5 Stelle 26,5-27,5%
Altri 5,8-6,2%
E' difficile stabilire chi e quanto perde in voti percentuali nel caso sia Renzi e non Bersani il leader del Centrosinistra, probabilmente sarà il Movimento 5 Stelle a perdere di più.
Ci atteniamo con un certo distacco a queste intenzioni di voto, d'altronde non sono state indette ancora nuove Elezioni, ma quello che balza all'occhio, è che Grillo rimarrebbe stazionario ripsetto alle Elezioni del 24/25 febbraio 2013, mentre il Centrodestra scavalca il Centrosinistra di Bersani, mentre lascia spazio ad esso con Renzi Premier.
Riguardo ai sondaggi, si deve tenere conto che una legge elettorale diversa, magari con preferenze, sposterebbe il voto in modo forse determinante, ritornerebbero a contare i collegi e i candidati del territorio che assumerebbero più importanza del partito stesso di appartenenza.