L'agenda di Enrico Letta, incaricato da Giorgio Napolitano per formare un Governo, è già stabilita, e comincia a impazzare il totoministri 2013. Innanzitutto il numero dei ministri auspicato da Napolitano, sarebbe pari a una quindicina, ma conta molto l'idea di Governo che il suo premier Enrico Letta, sta maturando, di breve o lunga durata.
Enrico Letta giovedì 25 aprile 2013 aprirà le consultazioni con i vari partiti politici, dovendo tenere presente che Fratelli d'Italia della Meloni, il Sel di Vendola e il Movimento 5 Stelle di Grillo, sono contrari a questo Governo delle larghe intese.
Domenica 28 aprile, salirà al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per comunicare le sue scelte e sciogliere la riserva con cui ha accettato l'incarico. Se tutto procede come pianificato, il 29 aprile, il Parlamento potrà già votare l'auspicata fiducia al nuovo Governo.
Da tenere in grande considerazione, è comunque la posizione del Centrodestra, non affatto scontata, infatti ha imposto come vincolo alla nascita di un nuovo Governo da fiduciare, che lo stesso abbia intento di durare a lungo e di essere solido, e che sia di tipo politico e non tecnico. E poi c'è la questione Imu, il polo di Berlusconi ne vuole rimborso o almeno la sua abolizione.
Enrico Letta però, pensa a un Governo di scopo, atto a occuparsi dei provvedimenti indispensabili sul fisco e sul lavoro, sulla legge elettorale e del taglio ai costi della politica, comunque di durata breve.
Inoltre, per l'Imu, prevede come tutto il Pd o quasi, solo una modifica atta a preservare dall'imposta, le famiglie meno abbienti, aumentando però la tassa su quelle che hanno un patrimonio superiore a 1.500.000 euro.
Su queste basi, il nuovo Governo nasce male, ma il Presidente della Repubblica è stato chiaro, senza accordo scioglierà le Camere e la classe politica dovrà risponderne poi al Paese Italia. Ma torniamo al totoministri del Governo Letta, partendo dalla vicepresidenza del Consiglio, i nomi in lizza, sono Renato Schifani e Angelino Alfano del Pdl, e in alternativa Mario Mauro di Scelta Civica.
Per i ministeri, in pole per la Giustizia, c'è Luciano Violante, che è stato uno dei 10 saggi nominati da Napolitano che piace a tutti, per gli Esteri si fa il nome di D'Alema, come alternativa meno probabile, Mario Monti.
Allo Sviluppo Economico, se ci va un tecnico, potrebbe essere il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, se la scelta fosse politica, allora Giampaolo Galli del Pd. Per il ministero dell'Economia, in pole il Presidente di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni.
Al ministero del Lavoro, il saggio Filippo Bubbico o il giurista Carlo dell'Aringa, c'è anche Sergio Chiamparino, ma per quest'ultimo si parla anche di una nomina alla Difesa; alla fine potrebbe però, spuntarla a sorpresa, Graziano Delrio, neo-presidente dell'Anci e sindaco al secondo mandato di Reggio Emilia.
Tutto lascia pensare che potremmo ritrovarci Mariastella Gelmini, come ministro dell'Istruzione, e all'Interno si andrebbe verso la conferma di Annamaria Cancellieri.
Ancora un saggio, stavolta al ministero delle Riforme, Gaetano Quagliarello del Pdl, mentre alle Politiche Europee si fa largo il nome di Emma Bonino, infine come ministro della Salute, il primario del San Raffaele, medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo, anche se ne dubito personalmente. Prendiamo comunque questo totoministri per il nuovo governo Letta, per quello che è, semplici indiscrezioni che potrebbero essere smentite.