Le dimissioni di Josefa Idem erano nell'aria da qualche giorno,ma per formalizzare la sofferta decisione l'ormai uscente ministro delle Pariopportunità, Sport e Politiche Giovanili si è voluta concedere un'ultima pausadi riflessione, dopo essersi consultata coi propri legali e col premier EnricoLetta. Solidale con l'ex canoista azzurra, il primo ministro ha rispettato lavolontà del dimissionario esponente del governo, ratificandone l'uscita dall'esecutivoal termine di un lungo colloquio chiarificatore.

"Ho preso atto delladeterminazione di Josefa Idem, che ringrazio per i 50 giorni di lavoro svoltoinsieme" ha commentato a caldo il presidente del Consiglio in carica, deciso aredistribuire le relative deleghe tra gli altri componenti della compaginegovernativa, evitando il ricorso alla nomina di un nuovo ministro.

"In tanti mi hanno detto ditenere duro in questo periodo, ci ho provato ma da tempo volevo dimettermi acausa delle dimensioni mediatiche sproporzionate della vicenda" si è sfogata laIdem dopo aver ufficializzato la scelta di rimettere l'incarico nelle mani diLetta. Si chiude così nel modo più prevedibile, non senza strascichi polemicidentro e fuori dalle aule del Parlamento, una lunga querelle nata da un'inchiestaamministrativa rimbalzata su alcuni quotidiani prima locali e poi nazionali.

Restano aperte le indagini delle autorità competenti sui presunti abusi edilizi relativi alla palestra costruita dentro la residenza nel ravennate di JosefaIdem, nonché sui contestati profili di irregolarità nel pagamento dell'impostasulla prima casa per diverse annualità consecutive.

Toccherà alla Procura dellaRepubblica di Ravenna valutare la sussistenza di eventuali profili di reato,partendo dal fascicolo contro ignoti aperto in questi giorni per mettere al lavoro gli inquirenti.