Dopo tutto il polverone sollevato nei giorni scorsi per le battute riferite dal Presidente di Barilla, Guido, che aveva esaltato la "famiglia tradizionale" diffidando da un possibile spot con una coppia gay, oggi arrivano le scuse, non a caso, tramite il suo stesso profilo Facebook: ''Ho molto da imparare dal dibattito in corso sull'evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso. Nella mia vita ho avuto rispetto nei confronti di tutte le persone che ho incontrato, inclusi i gay e le loro famiglie, senza alcuna distinzione".

Lo scrive in inglese, perché questa vicenda è volata ben oltre i confini dello studio radiofonico di Radio24, lì dove tutto ha avuto inizio. E' giunta all'estero, è giunta ai ragazzi di tutte le età ed è giunta alle associazioni dei consumatori e alle famiglie che tutti i giorni si recano a fare spesa.

Adesso, nel tentativo di riparare ai danni inaspettati che ha creato con poche dichiarazioni sentenzia: ''In Barilla, abbiamo cura di tutti, senza distinzioni di razza, religione, fede, sesso o orientamento sessuale'' per poi concludere: ''A tutte le persone - amici, famiglie, dipendenti e partner commerciali - che si sono sentite toccate o offese, chiediamo sinceramente scusa''.

Chissà se queste parole riusciranno a risollevare l'immagine che l'azienda aveva "corrotto", a detta degli utenti della rete, pochi minuti dopo la questione "spot non per tutti".

Ora resta da capire se queste scuse verranno lette come un bisogno di fare chiarezza e un autentico bagno di umiltà o come un modo per porre rimedio a un danno che poteva essere trasversale: dall'aspetto commerciale a un vero e proprio danno d'immagine.