L'accordo, che consegna la maggioranza relativa del gruppoitaliano di telecomunicazioni nelle mani della spagnola Telefonica, è avvenutoieri con i gruppi Generali, Banca Intesa e Mediobanca. Accolto positivamentedal mercato finanziario, con una quotazione di chiusura in rialzo del 4% (a 0,59euro), il patto raggiunto sancisce il primo aumento di capitale da parte diTelefonica, per 324 milioni dieuro nel complesso (pari a 1,09 euro perazione).
Sale così, la quota detenuta dalla spagnola all'interno di Telco (controlla il 22,4% di Telecom Italia e nomina la maggioranza dei membri del consiglio diamministrazione).
Dopo l'ottenimento dell'autorizzazione da parte dell'Antitrustin Brasile e Argentina, il secondo step di Telefonica sarà un secondo aumento dicapitale, con l'iniezione di altri 117 milioni di euro, arrivando al 70% di proprietà della Telco.
La società spagnola potrà poi acquisire il 100% delleproprietà, a partire dal primo gennaio2014, dopo l'ok dell'Antitrust.
L'Amministratore Delegato di Generali, Mario Greco, si èdichiarato molto soddisfatto circa l'intesa raggiunta, sottolineando come lapolitica strategia del gruppo si muove proprio nella direzione del rafforzamentopatrimoniale, e ciò "permette di guardarecon ottimismo alla distribuzione di un dividendo soddisfacente a fine anno"'.
"L'operazione Telefonica-Telecom è uno snodo moltoimportante per il nostro futuro industriale", commenta il direttoregenerale della Confindustria, Marcella Panucci, in una breve intervista suRadio1 Rai.
"Tuttavia - prosegue - noi della Confindustria siamo neutririspetto alla soluzione, nel senso che quello che rileva non è la nazionalitàdel capitale né le bandiere, quello che rileva è che siano promosse lecondizioni di concorrenza che peraltro ci sono un mercato come quello delletelecomunicazioni. E soprattutto, che sia consentito di sfruttare al massimo lepotenzialità delle reti di nuova generazione, quindi staremo a vedere qualesarà il piano che presenterà Telefonica".