La Legge di stabilità esposta dal governo Letta il 15 ottobre 2013, presenta novità per quanto riguarda le tasse sugli immobili. Si tratta ancora della bozza che sarà discussa in Parlamento, ma ci sono i margini per andare ad analizzare le introduzioni che ci saranno per i cittadini. Se nel 2012 con il Governo Monti era stata introdotta l'Imu, da pagare sulle prime case e sulle seconde e terze abitazioni, ora le cose cambiano: diversi i nomi delle tasse, anche se la sostanza sembra non differire di molto.
Da ieri è arrivata la Trise: questa tassa che riguarda rifiuti e servizi, comprende le tasse Tasi, che copriva i servizi comunali indivisibil, e la Tari, la tassa sui rifiuti.
La Tasi è calcolata partendo da un'aliquota base dell'1 per mille della rendita catastale o da 1 euro a metro quadro. Avendo come punto fermo questa base saranno i comuni che andranno a definire se aumentare o diminuire l'aliquota. Ipotizzando una rendita catastale di 750 euro, il proprietario di prima casa dovrà pagare 126 euro di Tasi.
La proiezione fatte al momento su una famiglia di 4 persone e un appartamento di 100 metri quadri (prima casa) si andranno a risparmiare circa 180 euro, rispetto alla situazione 2012, ma le tasse aumentano di 80 euro rispetto alla condizione attuale che aveva previsto l'abolizione dell'Imu.
La novità è introdotta dal fatto che anche gli affittuari pagheranno una quota in compartecipazione con i proprietari: si parla di un ammontare che va dal 10 al 30% da parte di chi è in affitto, mentre chi è proprietario dell'abitazione paga il resto.
Inoltre è stata abolita l'Imu sulla prima casa, eccetto per le case di lusso, mentre resta sulla seconda casa e terza casa.
Questo aspetto porterà a discussioni politiche: il Pdl ha infatti fatto dell'abolizione dell'Imu una battaglia della propria campagna elettorale.
La Tari viene invece calcolata sulla base dei metri quadri, il numero dei residenti e l'uso dell'immobile, nonchè la produzione media di rifiuti. A pagare sarà chi vive nell'immobile e secondo le stime della Uil il costo medio per le famiglie si aggirerà intorno ai 260 euro l'anno.