Non tende assolutamente a diminuire il divario tra meno abbienti ebenestanti. L'economia nella nostra Nazione ha preso la strada della crisiprofonda, ad alta velocità.

Le motivazioni di questo drammatico momento vanno ricondotte allagenerale difficoltà di formulare e attuare politiche pubbliche volte asostenere concretamente lo sviluppo economico territoriale. Mentre si èpensato invece,di favorire e promuovere l'apertura dei mercati e leintegrazioni delle economie a livello continentale cherende sempre più difficileattuare politiche di sviluppo locale, del tipo artigianale tradizionale.

Tale processo sta portando alla chiusura delle piccole e medie industrie, favorendo soltantole grandi multinazionali, con il conseguente impoverimento della classe medioalta, a tutto vantaggio della classe alta.

Da qui, nasce il drammatico risultatodell'aumento dei poveri e l'arricchimento sempre maggiore di un numero sempreminore di soggetti, cioè dei grandi industriali i quali, approfittando dellostato economico critico in cui versa in questo periodo l'Italia e "monopolizzando"i propri prodotti (provenienti dalle fabbriche de localizzate all'estero), hannola possibilità di aumentare a dismisura i loro capitali.

Questo stato di cose sta producendo degli effetti negativi noti e palesementeevidenti, come l'aumento della disoccupazione la chiusura di migliaia dimedie a piccole aziende, il suicidio di molti imprenditori.

Il PIL può crescere soltanto se tutta l'economia privata gode di ottimasalute, soprattutto quella locale: artigianato;, piccola e media industria. Altrimenti l'Italiasarà a breve la nazione con la più alta percentuale di poveri.

L'Italia sta attraversando un momento critico che richiede anche unanuova definizione (che non sia ovviamente il federalismo fiscale) concreta delruolo degli enti locali, attraverso il conferimento di nuove competenze e dimaggiore grado di autonomia finanziaria destinata anche all'agevolazione delcredito per le imprese.

Nel caso del nostro Paese la politica economica deve essereprincipalmente indirizzata verso lo sviluppo dell'occupazione, altrimenti,saremo testimoni di un lento ma inesorabile impoverimento della stragrande maggioranzasociale.