Negli ultimi giorni l'economia italiana è stata protagonista di numerose analisi e pubblicazioni, tanto da istituti nazionali quanto da organi di studio e di governo internazionali. Se le recenti riforme sono state applaudite come un sostanziale cambio di direzione, il lavoro da fare per creare un'economia in grado di correre è ancora lungo.
Secondo i commenti provenienti da Bruxelles, il ritorno alla crescita del Pil nel 2014 è un risultato importante, anche se il Bel Paese continua a restare tra gli ultimi della classe in Europa. La media UE pone l'Italia tra le nazioni con maggiori difficoltà competitive, assieme a Grecia e Portogallo.
D'altra parte, i dati si alternano in modo dicotomico, offrendo al contempo prospettive di miglioramento e speranza così come evidenze che la crisi continua a colpire in modo imperterrito ampi strati della popolazione.
L'effetto lumaca e i dati contrastanti
Se da un lato il ritorno alla crescita si unisce ad un contestuale miglioramento del deficit nominale e del disavanzo strutturale, dall'altro lato la disoccupazione sembra al momento un male inarrestabile, mentre il cuneo fiscale stritola le piccole opportunità di ripresa dei consumi e i timidi tentativi della famiglie di tornare a guardare al futuro con maggiore serenità.
Siim Kallas, commissario europeo, commenta quanto sta avvenendo in Italia parlando di misure sufficientemente precise da parte del Governo.
Il Patto di Stabilità sembra garantire un certo rigore nella gestione dei conti, ma non offre garanzie di resilienza per il futuro. In caso di eventi eccezionali, l'Italia potrebbe trovarsi esposta se non riuscirà a stabilizzare i primi risultati raggiunti.
Gli spazi di miglioramento e le prossime sfide del Governo
Gli spazi di miglioramento restano inquadrabili nell'attività di spending review, che non è stata ancora presa in considerazione dall'UE, visto che ai numerosi annunci non sono seguiti dettagli sufficienti per un'analisi approfondita dell'impatto sul bilancio.
Secondo il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, le analisi giunte dall'UE confermano la bontà del lavoro svolto dal Governo in questi mesi.
Il fatto che le attività più recenti non siano state ancora prese in considerazione mostrano che gli spazi di miglioramento restano ampi e che ci si può attendere degli effetti positivi già entro la fine dell'anno.