La pressione fiscale è ormai inarrestabile, in Italia è in costante aumento. Gli ultimi dati pubblicati da Eurostat non fanno che confermare questo trend negativo. Il carico fiscale nel nostro Paese è sopra la media dell'Unione europea di quasi cinque punti percentuali. I dati pubblicati dall'Ufficio Statistico dell'Unione Europea prendono in considerazione l'imposizione fiscale sul lavoro, sul capitale e sui consumi. Tra i paesi europei l'Italia si classifica al sesto posto per il peso di tasse e imposte. Solo l'Ungheria ha fatto registrare un aumento fiscale maggiore.

La pressione fiscale è salita nel decennio 2002-2012 nel nostro paese di quasi quattro punti, passando dal 40,5 al 44%, mentre la media europea si attesta intorno al 40%.

Peggio di noi, oltre a Francia e Belgio, solo i paesi scandinavi che però hanno un eccellente sistema di assistenza sociale. Gli stati dove si pagano meno tasse invece sono quelli dell'Est. La Lituania precede Bulgaria e Lettonia con una pressione fiscale inferiore al 28%.

Le tasse sul lavoro sono quelle che incidono di più sul peso fiscale sia in Italia che nel resto dell'Unione. Nel nostro Paese rappresentano il 51,1%, più del doppio dell'imposizione sui consumi e sui capitali. Nel decennio considerato l'aumento delle tasse sul lavoro è cresciuto di un punto percentuale, al contrario quello sui consumi è diminuito di un punto e mezzo ed è rimasto inalterato quello sul capitale. Tutto ciò ha reso ancora più pesante il carico impositivo sul lavoro.

Ridistribuire il carico fiscale è una priorità del governo

Il ministro dell'Economia, Padoan, commentando questi dati ha affermato che "l'idea del governo è duplice: semplificare la vita del contribuente onesto, spostare il carico fiscale in modo che ci sia più crescita e lavoro", aggiungendo che "la strategia è tassare molto meno lavoro e impresa e di più la ricchezza finanziaria".

Ridistribuire la pressione fiscale rappresenta sicuramente un passo importante ma se si riuscisse a ridurla sarebbe un cambio di tendenza epocale. 

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