Un Mario Draghi come ci si aspettava. Il presidente della Banca Centrale Europea è più sicuro che mai in conferenza stampa, la sua ricetta per uscire dalla Crisi economica risiede negli investimenti privati. Il numero uno dell'economia dell'UE ricorda che la crisi è stata causata dal calo pesantissimo degli investimenti privati a partire dal 2008. L'ex governatore della Banca d'Italia davanti ai giornalisti dice più volte che è necessario, per far ripartire in maniera consistente l'economia europea, un aumento degli investimenti privati. Nessuno stimolo da parte della bce, la Banca che gestisce la moneta dell'UE si preoccuperà solamente di politica monetaria.

Di conseguenza, dopo le parole di Draghi, la parola passa agli esecutivi dei paesi dell'Unione Europea. Infatti secondo il presidente gli stimoli monetari che vengono attuati dalla BCE sono inconsistenti se non vengono affiancati da riforme strutturali. Riforme che verosimilmente dovrebbero riguardare una riduzione della tasse, del ruolo dello stato secondo un approccio liberista e anche la riforma del lavoro. Proprio quest'ultima dovrebbe favorire le assunzioni con la riduzione del cuneo fiscale a carico degli imprenditori

La palla adesso passa ai governi degli stati dell'UE, quello italiano compreso. Il ministro dell'economia Padoan assicura che l'Italia rispetterà i vincoli. Il ministro sottolinea che probabilmente il rapporto deficit/PIL potrebbe sforare il 2,6 %, comunque rimarrà dentro il 3 %.

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Poi difende le politiche dell'esecutivo dicendo che non ci saranno manovre di aggiustamento; i 20 miliardi di cui parla Renzi verranno recuperati attraverso i tagli della spesa pubblica. Nel frattempo il debito pubblico fa segnare un nuovo record toccando quota 2168,6 miliardi di euro; l'economia reale piange e fa segnare dati pericolosi per quanto riguarda la disoccupazione, circa il 13% e la produzione industriale, in costante calo. L'Italia aspetta le misure del Premier Matteo Renzi, Draghi è stato chiaro: "prima le riforme strutturali".