E' questione di giorni, a breve il governo dovrà dare risposte chiarificatrici, riguardo entità e tempi, ai numerosi pensionati che, secondo la consulta, sono stati penalizzati negli scorsi anni. "L'Italia rispetterà gli obiettivi di bilancio" hanno affermato dal ministero dell'economia, a partire dal rapporto deficit-PIL al 2,6 percento. Luigi De Biase, inviato del TG5, ha affermato nel suo servizio, che la sentenza sulla consulta delle Pensioni ed il monito dell'Unione Europea riporteranno il nostro paese fra gli "osservati speciali" ed è stata già alzata la pressione sul governo.

Venerdì, il consiglio dei ministri inizierà l'esame sul decreto legge, con le regole per i rimborsi. Il numero dei cittadini interessati è intorno ai 6.024.783, secondo le fonti dell'Istat. Da SPI CGIL veniamo a sapere, che tali pensionati hanno perduto, secondo le varie fasce di reddito, dai 1138 ai 3567 euro.

Le precisazioni di Padoan

Non tutte le pensioni saranno indicizzate, il responsabile dell'economia Padoan ha infatti affermato: "Se lo facessimo, l'Italia violerebbe contemporaneamente il rapporto deficit-PIL, l'aggiustamento strutturale e la regola del debito". Al ministero dell'economia si sta cercando in queste ore, di minimizzare l'impatto sui conti, attraverso un tetto riservato agli aventi diritto, riducendo in questo modo i rimborsi a 4-5 miliardi di euro, che saranno coperti, almeno in parte si spera, dal bonus da un miliardo e seicento milioni, individuato dal governo Renzi il mese scorso.

Le prime restituzioni dovrebbero avvenire tra Giugno e Luglio, poi le altre. Si operere solo sulla progressività e sulla temporaneità, che, tradotto ai minimi termini, significa che avrà di più chi percepisce una pensione bassa, ma i rimborsi diminuiranno man mano che il reddito aumenterà. Secondo il viceministro Zanetti: "Si terrà conto anche degli anni di contributi, quindi i sacrifici sono previsti anche per i baby pensionati". Intanto i sindacati aspettano di incontrare il ministro del lavoro Poletti.