Con oltre 250mila firme raccolte ad oggi, 8 luglio 2015, l'Austria, seguendo l'esempio inarrestabile della Grecia e del suo no all'austerity di Bruxelles, impone al proprio parlamento la discussione di una legge di iniziativa popolare per l'uscita dalla moneta unica.

Un passaparola travolgente, tutto cominciò con l'Islanda

Per legge in Austria sono necessarie almeno 100mila firme affinché il parlamento sia obbligato a discutere le iniziative popolari. In questo caso, grazie ad un semplice ma inarrestabile passaparola, di firme ne sono state raccolte già oltre 250mila. Tutto cominciò con l'Islanda e la sua scelta di prediligere la salvezza dei cittadini anziché quella delle banche.

In Islanda ha funzionato, in Grecia sta già accadendo. Come finirà in Austria?

Nessun partito sostiene i cittadini, ma il referendum è sempre più vicino

Tecnicamente a questo punto il parlamento austriaco è obbligato a discutere la legge di iniziativa popolare, ma non ad accettarla. Infatti il parlamento deve decidere e deliberare questa imponente iniziativa popolare, ma cosa deciderà non è già scritto. Non è escluso il rigetto della richiesta del popolo, anche se così tanti numeri fanno davvero impressione. Il dubbio nasce dal fatto che nessun partito politico si è fatto portavoce o sostenitore dei cittadini in questa richiesta. La raccolta delle firme si è svolta con un vero e proprio passaparola spontaneo, non sostenuto dalla politica.

Il referendum è sempre più vicino

Respingere una richiesta così forte non sarebbe una mossa politica molto popolare, tuttavia non lo si esclude.

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Comunque, anche nel caso in cui il parlamento dovesse decidere per il no, la possibilità di un referendum prenderebbe ancora più piede. In quel caso la campagna di informazione sarebbe più pubblicizzata. "Consideriamo che almeno un terzo della popolazione austriaca non era informata dell'esistenza di questa petizione popolare", dice Inge Rauscher, portavoce del comitato promotore della raccolta firme. "Abbiamo ottenuto un grande risultato senza l'appoggio dei partiti e senza finanziamenti di grandi sponsor. Ce l'abbiamo fatta esclusivamente grazie al passaparola di tantissimi volontari, impegnati tanto a distribuire volantini, quanto nell'uso dei social network e dei media alternativi". Le televisioni austriache non hanno diffuso la notizia della raccolta di firme, che nonostante tutto ha segnato una vittoria schiacciante.

Il paese antieuro e quella morte sospetta

Ad oggi il primo partito in Austria, secondo i recenti sondaggi, sarebbe la Fpoe, partito da sempre di grande opposizione contro il cosiddetto "fondo salva euro".  Il partito fu portato all'apice da Joerg Haider, misteriosamente deceduto in un incidente automobilistico sul quale Corrado Augias ha girato una puntata della trasmissione "Enigma".

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