Fino a meno di due anni fa, la Russia era forse il mercato di maggiore sviluppo per l'export Italiano. I prodotti italiani infatti da sempre hanno un grande fascino verso i compratori russi che sanno apprezzare appieno la qualità ed il gusto. Per questo motivo, molte imprese Italiane avevano investito su questo mercato incominciando a riceverne i frutti. Purtroppo nel 2014, a seguito della Crisi Ucraina, l'Europa cede alle pressioni americane e decide di entrare in un vortice di sanzioni e controsanzioni i cui effetti sono evidenti sul fronte economico.

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Lasciando da parte opinioni di carattere politico, andiamo a vedere l'analisi congiunturale recentemente da ICE (Istituto per il Commercio Estero) sulla base dei dati delle Dogane Russe e Rosstat (ente statistico russo) che riguardano il periodo 2014 - maggio 2015.

Il primo dato evidente è che il volume di affare fra i due Paesi è in continua diminuzione. Il trend negativo iniziato nel 2014 con un -9,3% sull'interscambio totale, si è ulteriormente ridotto segnando un -13,6% a maggio 2015.

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Se guardiamo alla sola componente export Italiano verso la Russia, abbiamo risultati ancora più preoccupanti (-12,4% nel 2014 e -24,7% a maggio 2015). Purtroppo, nei mesi a venire, non si prevede alcun cambiamento del trend congiunturale.

È giusto ad ogni modo segnalare che il crollo dell'interscambio si registra fra la Russia ed anche altri Paesi (europei e non) e quindi non è un problema che riguarda solo l'economia Italiana.

L'Unione Europea segna infatti un segno -23,1% per l'interscambio totale e di -33,1% per l'export. Questo crollo, dovuto per l'appunto a decisioni politiche, è ancora più allarmante se vediamo che ad inizio 2014 l'interscambio fra Italia e Russia era in crescita del 37,8% (quello della UE del +35,2%)

Questa situazione riguarda tutti i settori di interscambio. Andando a vedere più in dettaglio spicca ad esempio il -66,3% delle macchine utensili, un settore di vanto per l'industria Italiana a livello mondiale ed in cui da sempre in Russia eravamo concorrenti con la Germania (che regge perdendo solo un -1.2%).

In questo campo, si registra l'avanzata della Cina che supera l'Italia e segna un +90,4% nel maggio 2015.

Le controsanzioni russe hanno quasi dimezzato l'import di prodotti agroalimentari (-43,2%). L'Italia scivola in questo modo al 15 posto come partner commerciale della Russia nel settore. Ma anche tutti gli altri settori di riferimento del made in Italy segnano drammatici cali: Mobili (-35,8%), Moda e accessori (-21,4%), Mezzi di trasporto (-57,1%), Ceramiche (-20,4%).

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Le ragioni di questo calo, sono per l'appunto collegate alle sanzioni Americane ed Europee che hanno indebolito l'economia Russa con il conseguente crollo del rublo e del potere di acquisto delle persone e spinto il mercato russo verso altri mercati (Cina in primis).

La discutibile decisione Europea di giugno di prolungare ulteriormente le sanzioni ha ulteriormente allontanato la Russia che sta da un lato sviluppando la proprio produzione interna (ad esempio molti formaggi sono ora stati completamente sostituiti dal locale), dall'altro rafforzando accordi di partnership con altre regioni del mondo.

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Il prolungamento delle sanzioni, sta quindi portando l'Europa (e l'Italia in particolare) a perdere definitivamente la propria posizione sul mercato in molti settori ed uccidendo tutte quelle aziende (soprattutto medio piccole) che avevano puntato sulla Russia negli ultimi anni.

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