L’ultima riunione di qualche giorno fa dell’Ecofin (Consiglio dei ministri dell'economia e delle finanze degli Stati membri della Ue) ha visto Ia maggior parte dei ministri d’accordo sul proseguimento dell’iter della Tobin Tax. La tassa sulle transazioni finanziarie sarà dunque applicata forse già dall’anno prossimo ai trasferimenti di azioni e altri strumenti partecipativi emessi da società del circuito europeo. L’Ecofin infatti mira ad arrivare ad un testo definitivo nei prossimi sei mesi. La direttiva in Italia potrebbe quindi entrare in vigore anche l’anno prossimo.

Per la verità, al summit ci sono state anche delle sorprese: l’Estonia dopo il rifiuto di sottoscrivere il documento comune che ha permesso al testo di avanzare, è uscita dal gruppo dei Paesi della ‘cooperazione rafforzata’ sulla Tobin tax europea. Dal canto sua anche la Gran Bretagna è corsa ai ripari promettendo un ricorso alla Corte di Giustizia se la tassa toccherà in qualunque modo i cittadini britannici. Non sono mancate alcune polemiche anche da parte di altri ministri delle finanze che ritengono che la ratio di questa nuova imposta può esser solo quella di colpire la crescita e la produttività.

Cosa prevede la Tobin Tax europea?

La Tobin Tax dovrebbe avere ad oggetto solo derivati e azioni ( per queste bisogna decidere su che base territoriale) e non i titoli di Stato.

Le trattative, in corso da tre anni, prevedono una tassa minima con aliquota dello 0,1% sulle transazioni di tutti gli strumenti finanziari e una tassa con aliquota dello 0,01% sui derivati. Il ministro Padoan ha affermato che mancano ancora delle scelte tecniche ben precise su quali tipi di derivati saranno coinvolti. È stato previsto solo che si colpiranno sia quelli emessi nei dieci Paesi della ‘cooperazione rafforzata’ sia quelli scambiati nel loro territorio ma emessi altrove.

Alcuni punti del testo approvato, come confermato anche da Padoan, devono però ancora essere approfonditi. Bisogna decidere infatti l’ampiezza, le aliquote, il calendario di attuazione. Tali approfondimenti proseguiranno ora sotto la presidenza dell’Olanda.

Il fondo UE ‘salva- banche’ sarà operativo da gennaio?

L’Ecofin ha dato il via anche al finanziamento del fondo ‘salva-banche’ europeo (Single resolution fund).

Gli Stati che partecipano all’unione bancaria promettonouna linea di credito che assicura al fondo 55 miliardi. Il fondo raggiungerà tale dotazione complessiva solo nel 2024 grazie alla contribuzione progressiva dei fondi salva-banche nazionali. Tale finanziamento ponte sarà comunque disponibile da gennaio 2016 in modo che il fondo Ue salva-banche entri in funzione. Ogni Stato stipulerà già dall'anno prossimo un accordo di prestito con il fondo UE appunto. L’obiettivo del fondo UE 'salva-banche' è quello di fungere da salvagente in caso di possibili carenze nazionali a seguito di casi di risoluzione negli Stati che partecipano alla 'cooperazione rafforzata'. Per info di economia cliccasul tasto segui accanto al nome.