Dopo sette sedute consecutive chiuse con il segno meno Piazza Affari tenta il rimbalzo e al giro di boa delle 12.30 mostra un deciso +5,1%. L'andamento si conferma coerente con quello delle principali borse europee, che segnano comunque progressi più contenuti rispetto alla borsa di Milano. La giornata vede i bancari sugli scudi, con Unicredit che avanza di ben 13 punti percentuali.

Una boccata d'aria per i listini

Con la borsa di Tokyo che segnava un pesante -2% la giornata odierna di contrattazioni sembrava proporre le stesse premesse negative delle recenti sedute, con le borse europee che avevano bruciato nella sola giornata di ieri ben 310 miliardi di capitalizzazione.

Invece dal via agli scambi delle 9.00 è stato il settore bancario a sostenere il tentativo di rimbalzo delle piazze, rimbalzo che ha preso corpo e sostanza con il trascorrere delle ore e l'aumentare dei volumi, portando Piazza Affari a essere la migliore delle principali borse europee, con un netto +5,22% alle 11.30 che ha poi leggermente ripiegato negli ultimi minuti oscillando comunque sempre intorno ai 4,5 punti percentuali.

In netto progresso anche Parigi (+2,20%), Francoforte (2,25%), dove Deutsche Bank sfiora il +20% e Londra (1,12%).

In tutti i listini le banche sono la scelta preferita degli investitori, che credono in un "panic selling" degli ultimi giorni piuttosto che a un problema strutturale scommettendo quindi su una ripresa del settore in tempi brevi. Positive anche le piazze minori, pesantemente sotto attacco negli ultimi giorni, con Atene che dopo aver inanellato un'impressionante serie negativa progredisce finalmente del 1,7%. I segnali positivi di oggi restano comunque tutti da confermare: le rinnovate preoccupazioni sul debito sovrano e sulla risalita dello spread rischiano di minare le flebili speranze di un rilancio del mercato a breve termine.

I bancari tentano la reazione

L'intero comparto europeo è stato sotto attacco nel corso dell'ultima settimana. Che si tratti di speculazione o di panic selling l'apparato bancario europeo mostra tutte le sue fragilità non appena i segnali provenienti dai grandi istituti di controllo, primo fra tutti la Banca Centrale Europea, esibiscono una qualche incertezza, come quella manifestata da Mario Draghi nel suo recente intervento, nel corso del quale ha addirittura evocato manovre speculative che si celerebbero dietro un'inflazione in costante ristagno.

Nel mercato italiano spaventa l'ingente ammontare di titoli di stato che gli istituti bancari detengono e le conseguenze disastrose che si avrebbero sul comparto se dovesse verificarsi una consistente risalita dello spread e un crollo dei titoli di debito sovrano dei paesi maggiormente a rischio come Grecia e Portogallo.

Oggi i principali titoli mettono invece a segno incrementi di rilievo, con Unicredit in progresso del 13% (frutto anche dei risultati positivi oltre le attese per l'esercizio 2015, comunicati ieri, e la conferma di un dividendo di 12 centesimi per azione), seguita da Intesa San Paolo (+11%), Banca Popolare di Milano (+12%) e MPS (+5,5%) determinando il segno più nell'indice All Share che vede invece diversi titoli in rosso nell'industria, a partire da Saipem (-1,1%) e Telecom Italia (-0,76%). 

Attesa per il Consiglio dei Ministri in programma questa sera alle 21, nel corso del quale saranno esaminate le nuove norme per il settore bancario, dopo aver incassato poco fa il via libera dalla Commissione UE per la gestione delle sofferenze delle banche italiane.

Restano da chiarire i margini del provvedimento che sarà discusso che, almeno fino a ieri, sembrava ancora lontano da una quadratura ben definita, viste anche le perplessità del Quirinale circa le modalità di inserimento nel provvedimento della gestione dei rimborsi per il crac di Banca Etruria.

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