Non è il momento dei sonni tranquilli, ma c’è chi sta peggio dell’Italia, per quanto riguarda debito e stato del sistema bancario. Ad esempio il Portogallo, alla ribalta delle cronache per la vittoria a sorpresa degli Europei di calcio, ma in casa propria costretto ad affrontare quella che Barclays definisce una “crisi bancaria sistemica”. Peraltro, il paese lusitano, il cui primo ministro è il socialista Antonio Costa, è appena stato colpito assieme alla Spagna dall’avvio di una procedura di sanzioni per non aver centrato gli obiettivi relativi alla riduzione del deficit negli anni 2014 e 2015.

La procedura è stata attivata per la prima volta dall’Ecofin, ossia il Consiglio Economia e Finanza dell’Unione Europea, che si riunisce una volta al mese (adesso è presieduto dallo slovacco Peter Kazimir) e che a fine 2015 diede il via al finanziamento del fondo "salva banche". Le sanzioni comminate ai due paesi possono raggiungere lo 0,2% del Pil, ma la sensazione è che possano essere azzerate in cambio di impegni precisi di Spagna e Portogallo nel correggere i propri deficit. I due paesi, comunque sia, hanno dieci giorni di tempo per presentare una “richiesta argomentata” per ottenere una diminuzione delle sanzioni stesse.