Corrado Passera ha ritirato la proposta di un piano industriale alternativo a quello ufficiale, presentato dell’amministratore delegato Morelli nell'ultimo cda. Tra le motivazioni addotte dall’ex banchiere e ministro ci sarebbe la mancata possibilità di accesso ad alcune informazioni necessarie per la valutazione delle condizioni attuali del Montepaschi. Secondo l’istituto invece la proposta, nella quale non venivano indicati in chiaro gli investitori coinvolti, sarebbe sempre rimasta su un livello troppo generico, mentre il set di informazioni messo a disposizione sarebbe in linea con quanto accettato dagli altri soggetti interessati.

Secondo rifiuto per Passera

E' la seconda volta che Corrado Passera prova a sottoporre una strada di rilancio per il Monte dei paschi, alternativa al progetto principale che vede coinvolti JP Morgan e Mediobanca e che al momento gode dell'endorsement del Governo. Nel luglio scorso, quando l'istituto senese ha annunciato il proprio piano di rilancio a mezzo di un comunicato stampa, una prima proposta dell'ex banchiere e ministro era stata rifiutata perchégiunta fuori tempo massimo. Si trattava di uno schema caratterizzato daun aumento di capitale inferiore rispetto al piano principale, a fronte della conversione di obbligazioni edi un piano di ritenzione degli utili della durata dialcuni anni.

Il 13 ottobre scorso, in un contesto nel quale l'aumento fino a 5 miliardi previsto dal piano principale sembrava di difficile realizzazione, anche alla luce degli incerti pronostici sul referendum costituzionale, Passera ha avanzato una proposta aggiornata del suo piano che prevedeva il coinvolgimento di un nucleo forte di investitori istituzionali.

Ritiro per mancanza di informazioni minime

Nella lettera con la quale viene ritirata la proposta, si lamenta la mancanza delle condizioni minime per consentire di arrivare ad un'offerta vincolante.

Inoltre si argomenta che le informazioni richieste, rientranti nella prassi standard di mercato per operazioni di questo genere, non prevedevano alcun trattamento preferenziale rispetto agli altri concorrenti. Infine si asserisce che la banca avrebbe qualificato il progetto come inadeguato senza consultare le autorità regolamentari. La replica di Montepaschi asserisce di aver sempre aggiornato i regolatori, sia italiani che europei sulla proposta alternativa ricevuta e che le richieste della cordata facente capo a Passera, non erano compatibili con esigenze di controllo delle informazioni diffuse oltre che di pari trattamento per tutti i potenziali investitori.

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