La cancelliera tedesca ha incontrato il presidente Draghi per un colloquio sulla situazione attuale dell Unione Europea. Colloquio resosi necessario dopo le accuse dell'amministrazione del presidente Trump sul fatto che la Germania registri per l'ennesima volta un avanzo commerciale da record avvantaggiandosi a spese degli altri paesi membri di una moneta unita svalutata. La merkel ha sottolineato che l'Europa deve capire meglio quali siano le proprie priorità. Le minacce di isolazionismo e di protezionismo di Trump preoccupano non poco i tedeschi che vedono negli Stati Uniti uno tra i principali sbocchi alle proprie esportazioni.

La cancelliera poi, alla domanda su cosa si sia detta con Draghi, ha risposto che non è solita riferire su questi incontri ma a tenuto a precisare che non ci sarà un Euro di serie A e di serie B e che già esiste un' Europa a due velocità poiché non tutti i paesi dell' UE sono nell' Eurozona. In realtà la Merkel è sotto pressione. In Germania non ne possono più della politica accomodante portata avanti dalla BCE con il quantitative easing e la cancelliera va giù nei sondaggi proprio ad un passo dalle elezioni.

Si prospetta un periodo difficile

Con le elezioni francesi alle porte e la Le Pen che minaccia di uscire dall'UE ed una probabile riduzione del quantitative easing ad Aprile che tiene le banche sotto pressione.

La conferma giunge dagli sbalzi dello spread e dal nervosismo delle borse di questi ultimi giorni. Molto interessanti sono tuttavia le dichiarazioni del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, il quale ha ammesso che la Germania trae enormi vantaggi dall'unione monetaria e dall'integrazione economica e che quindi i tedeschi non hanno alcun interesse a che ci siano grossi sconvolgimenti in Europa.

Sarebbe dunque auspicabile fare quadrato con gli altri membri europei restituendo per esempio una parte del surplus accumulato aumentando la propria quota di investimenti. Bruxelles lo chiede da tempo e gli economisti tedeschi lo confermano perché le differenze negli investimenti ed i surplus eccessivi non fanno bene a nessuno.

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