Francesco Ghizzoni nell'occhio del ciclone. L'affare banca Etruria lo ha spinto a sbilanciarsi, con alcune importanti dichiarazioni riguardo la sua posizione attuale.

È un problema della politica

Il senso delle dichiarazioni rilasciate da Ghizzoni è proprio questo. Ha spiegato che non è compito di un "privato cittadino" quello di tenere le redini del governo saldo ma, anzi, dovrebbe essere una responsabilità politica quella di intervenire in determinate dinamiche.

Il sentore di Ghizzoni è proprio quello della strumentalizzazione di cio che viene rilasciato da sè stesso come dichiarazione da una fazione politica a discapito di un'altra, ed è proprio per questo che la "patata bollente" dovrebbe essere rimessa al Parlamento.

Si è dichiarato disposto ad esporre le sue argomentazioni in commissione d'inchiesta parlamentare e non invece dinanzi alle telecamere, per le quali continua a mantenere un profilo più che basso.

La tempesta mediatica ha avuto inizio quando Francesco de Bortoli, già noto per i contrasti con Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, scriveva nel suo libro "Poteri Forti" che nel 2015, nel momento in cui Banca Etruria era prossima al dissesto ed al commissariamento, l'allora amministratore delegato Unicredit - proprio Ghizzoni - avrebbe valutato l'acquisizione dell'ente bancario su diretta richiesta del ministro Boschi.

La governance di Ghizzoni andò avanti dal 2010 al 2016, ragion per cui l'analisi di precedenti documenti sarà determinante per ogni futuro andamento della questione.

"La riservatezza è una virtù"

Spiega Ghizzoni che per un diligente banchiere la riservatezza non può che essere una virtù, un principio da lui sempre osservato in carriera.

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Il dramma mediatico per una famiglia ordinaria si fa sentire e la pressione di Ghizzoni, come dichiarato da lui stesso, non va confusa con timore o mancanza di tranquillità.

Si augura, anzi, che parta al più presto una commissione parlamentare in cui esporre la sua posizione e - contestualmente - si dedica ai suoi nuovi incarichi (nel fondo Clessidra e nella banca Rothschild).

Alle domande su eventuali richieste dirette da parte dell'ex ministra Boschi, Ghizzoni risponde "no comment" ed aggiunge frasi in cui giustifica la normalità delle comunicazioni tra banche e organi di governo, soprattutto nelle situazioni di crisi degli istituti.

Ciò che potrà essere uno snodo fondamentale sarà la preziosa commissione parlamentare, chiamata a far luce sugli avvenimenti.