Il Decreto Fiscale di fine anno, un atto collegato alla Legge di Bilancio in vigore dal 1° gennaio, ha portato una grande novità per milioni di Italiani, la chiusura di Equitalia. La promessa dell’ex Premier Matteo Renzi circa la cessazione dell’odiato concessionario alla riscossione, dal 1° luglio sarà realtà. Da domani, le operazioni di incasso dei debiti fiscali, tributari e così via, passerà ad un nuovo Ente, agenzia delle entrate-Riscossione. Ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto firmato dal Presidente del consiglio Gentiloni che approva lo statuto del nuovo concessionario che da domani sarà attivo. Ma è una novità positiva per i contribuenti o sono vere le voci che parlano di un aumento di oppressione e di un nuovo Ente con poteri coattivi ancora più pesanti di quelli del vecchio?

Dove andranno a finire i debiti pendenti?

Una cosa che appare certa è che tutti i debiti pendenti per milioni di italiani non spariranno.

In pratica, Agenzia delle Entrate-Riscossione erediterà tutti i ruoli di Equitalia e ne continuerà le procedure di incasso. Tutti i ruoli e quindi tutti i debiti pendenti, anche quelli provenienti da Enti Locali come sono la Tari, l’Imu o la Tasi, tanto per citarne alcuni. Come recita il Decreto Fiscale, al fine di garantire la continuità e la funzionalità della riscossione dei ruoli, il nuovo Ente subentrerà a 360° ad Equitalia, sia negli atti attivi che passivi del concessionario ed anche in quegli atti che sono arrivati a contenziosi processuali.

Aggressività aumentata?

In questi ultimi tempi sono aumentate le voci allarmistiche che parlano di un nuovo concessionario ancora più aggressivo nei confronti degli indebitati. Ma sono vere queste voci? Dal punto di vista tecnico, nonostante la chiusura di Equitalia sia stata fatta per consentire maggiore contatto e snellezza delle procedure tra Fisco e contribuenti, non si può negare che il nuovo Ente abbia poteri maggiori del vecchio.

Senza chiarimenti e spiegazioni da parte del Governo, considerare falsa questa affermazione non è possibile. Alcuni poteri che prima erano appannaggio solo dell’Agenzia delle Entrate e che venivano usati solo in sede di controllo, adesso saranno in mano anche all’Ente di riscossione. Maggiori poteri in sede di indagine per un Ente di riscossione significa pieno accesso alle banche dati dei debitori, dall’anagrafe tributaria, alla banca dati Inps e fino ai dati di conti correnti, libretti ed altri strumenti di deposito e risparmio bancari o postali.

Più poteri per il nuovo ente di riscossione

Se a questo si aggiunge che probabilmente, non saranno più necessarie le lungaggini normative che consentivano ad Equitalia di passare dagli avvisi alla riscossione coattiva, come i pignoramenti presso terzi (datori di lavoro, Inps o banche), ecco che la situazione per i debitori inevitabilmente peggiora. In pratica, salvo smentite ufficiali, ad Agenzia delle Entrate-Riscossione viene concesso di controllare se un debitore abbia stipendi, pensioni o soldi in banca utili al pagamento dei propri debiti.

In caso di risposta affermativa alle indagini, il concessionario potrà avviare azioni rapide, come il pignoramento del conto corrente senza passare da un atto ingiuntivo di un giudice e parlando prima che con il debitore, con le banche. Il tutto naturalmente, nel caso in cui il debitore continui a mancare le richieste di pagamento che il nuovo Ente continuerà a mandare come faceva Equitalia.