La criptovaluta del momento ha moltiplicato per otto volte il suo valore dall'inizio dell'anno e continua a dividere il mondo in due schiere: favorevoli e contrari. Nonostante ci sia qualcuno che parli di bolla speculativa, anche in Italia esiste già una piccola comunità che utilizza i bitcoin per acquisti ed affari.

La nuova moneta virtuale

Impulsi elettrici che valgono più dell'oro. Da qualche tempo il mondo si è fermato ad ammirare la 'nuova' moneta virtuale sino ad innamorarsene al punto che ora, per acquistare un bitcoin, occorrono circa 6 mila dollari, pari a 4,6 once d'oro: 1.500 dollari in più rispetto al valore di inizio ottobre, dieci volte in più dell'anno scorso e 1000 volte in più rispetto al 2010, quando il bitcoin valeva poco più di qualche centesimo di dollaro ed erano serviti 10.000 monete virtuali per comprare due pizze e per registrare così la prima transazione con la criptovaluta.

Solo qualche giorno fa, sono bastati semplicemente 7 bitcoin per aggiudicarsi, ad un'asta di beneficenza gestita da CharityStars una giornata in compagnia di Cristiano Ronaldo.

Nascita del bitcoin

La criptovaluta, nonostante il suo enorme successo, sembra ancora essere avvolta nel mistero. E' nata nel 2009 grazie ad un personaggio leggendario, conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, che è riuscito ad introdurre il primo mezzo di pagamento elettronico, frutto di complessi algoritmi ed indipendente dalle Banche e dagli Stati. Per gli sviluppatori si trattava di un universo sconosciuto da conoscere, per gli intellettuali un nuovo mondo economico e per i trader un'opportunità di investimento.

Filosofia di vita o speculazione finanziaria, religione o nascita di un futuro migliore. Per i non esperti solo la definizione 'bitcoin' appariva oscura, figuriamo le modalità di utilizzo; ma ora le cose sono cambiate. Il termine oramai è entrato nel linguaggio comune: se ne parla in palestra, al supermercato, tra investitori di ogni tipo attratti dai rapidi guadagni e dalla nuova tecnologia hi-tech. Nel mondo, oggi, sono presenti circa 16 milioni di bitcoin per un valore di 100 miliardi di dollari: due volte la capitalizzazione di Eni e più del PIL di Paesi come Lussemburgo, Croazia e Maldive. Esistono municipalità pubbliche dove versare le tasse in bitcoin, per esempio Chiasso e Zug in Svizzera ed università in cui le rette possono essere pagate mediante valuta virtuale come a Cipro, nonché multinazionali che accettano pagamenti in criptovaluta (Expedia, Microsoft, Amozon, Dell).

Ma non mancano di certo le zone d'ombra, come i furti in rete e l'utilizzo delle monete virtuali per fini illeciti. Paesi come Arabia Saudita, Kyrgyzstan, Ecuador, Bangladesh e Bolivia hanno dichiarato 'illegale' la criptovaluta mentre Russia ed Estonia hanno iniziato a studiare una nuova moneta elettronica statale regolare e tassata.

Il bitcoin in Italia

In Italia accettare bitcoin come forma di pagamento è legale, ma equivale al baratto, ha spiegato Andrea Missaglia, avvocato e consulente di Altroconsumo. Per l'Agenzia delle Entrate i guadagni provenienti dalla rivalutazione dei bitcoin non sono tassati e, stando a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea, la conversione delle valute non è soggetta ad IVA. Si tratta, in ogni caso, di scenari che possono mutare rapidamente.