Sono ormai diverse le attività commerciali: outlet, centri commerciali, ma anche piccoli negozi di commercio al dettaglio che hanno scelto di avere un orario continuato, e non parliamo solo della pausa pranzo, oggi si lavora 7 giorni su 7. Ma almeno a Bolzano, una piccola mobilitazione dei lavoratori, ha ottenuto una piccola rivincita. Erano mesi che si elevavano le proteste dei commessi e commesse, che costretti a lavorare anche la domenica, sottraevano tempo da dedicare alla famiglia. È stata una piccola rivolta, molti cittadini si sono uniti al coro dei lavoratori, sostenendoli in questa battaglia.

Negozi chiusi i giorni festivi

Bolzano ha ottenuto di avere negozi chiusi i giorni festivi, sul modello tedesco, che benché considerato uno dei più severi dell'Unione Europea, riconosce la domenica come giornata da dedicare alla famiglia, ai figli, agli hobby che non siano solo lo shopping. I lavoratori dei centri commerciali, hanno dunque tirato un lungo sospiro di sollievo: vedendosi riconosciuto il diritto di non lavorare la domenica.

Le proteste erano partite all'inizio dell'anno, ma già da tempo se ne discuteva; pochi gli oppositori alla chiusura domenicale, sostenendo tra l'altro le scelte di mercato dettate dalla concorrenza.

Il Consiglio provinciale ha infine deciso di abolire le domeniche lavorative obbligatorie. 'Bisogna tornare ad avere rispetto della nostra cultura e la nostra famiglia', recitava la mozione presentata dal consiglio comunale, che aggiunge poi: 'Noi siamo vicini all'Austria e al mondo tedesco, lì i negozi, di domenica, sono chiusi e vivono benissimo'.

Sicuramente sono molti i lavoratori che si sentono come le commesse e i commessi di Bolzano, a volte basta accostarsi a un negozio, per sentire le giovani lavoratrici lamentarsi di dover lavorare anche di domenica.

Molti di noi ricordano quando, prima dell'avvento dei centri commerciali, si preferiva trascorrere la giornata nei cinema, nei locali, o semplicemente, quando vi era tempo favorevole, si preferiva trascorrere la domenica all'aperto, possibilmente fuori dal rumore e traffico della città. Le soluzioni potrebbero esserci anche per altre città: dove spesso i lavoratori lamentano di avere poche domeniche libere; tra le tante idee, si potrebbe pensare a contratti verticali, impegnando magari lavoratori esterni: soprattutto ragazzi universitari, spesso a caccia di lavori da svolgere nel fine settimana.

Il mercato dovrebbe aprire opportunità ai giovani, consentendoli a sua volta, di diventare consumatori,e lasciare più spazio alle famiglie: non sempre consumatori per scelta!

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