intesa Sanpaolo potrebbe seguire le orme di Unicredit in tema di gestione NPL. Secondo quanto riportato dall'ANSA e dal Sole 24 ore ci sarebbero delle trattative in corso con il gruppo Intrum Iustitia Lindorff per una doppia cessione che comprenda sia un portafoglio NPL che la piattaforma di gestione. La vendita combinata di piattaforme e portafogli sta diventando una strategia frequente sul mercato italiano ed è plausibile che costituisca uno degli assi principali su cui si fonderà il percorso di consolidamento e ristrutturazione del sistema bancario.
Riduzione più veloce dei NPL
Il gruppo Intesa Sanpaolo è stato tra i più attivi nella gestione dei crediti problematici, che rientrano nelle attività di gestione del segmento Non Core affidato alla divisione Capital Light Bank. Grazie al lavoro di questa divisione, negli ultimi due anni lo stock di NPL è stato ridotto di circa 11 miliardi.
Al momento gli obbiettivi ufficiali prevedono una discesa del rapporto tra crediti NPL Lordi e crediti totali dal 12,8% odierno al 10,5% entro il 2019. Qualora venissero confermate le indiscrezioni sulla operazione straordinaria di cessione, il target potrebbe essere raggiunto in anticipo sui programmi. Vincolo fondamentale per l'implementazione di questa strategia rimane l'assenza di rilevanti impatti sul conto economico, al fine di rispettare l'impegno a distribuire dividendi per 3,4 miliardi per l'esercizio 2017.
L'ipotesi di cessione doppia
Secondo quanto riportato dalle agenzie, il portafoglio oggetto di cessione potrebbe avere un saldo lordo di circa 10 miliardi e verrebbe ceduto insieme alla piattaforma di credit management oggi inclusa nella divisione Capital Light Bank. Il valore della divisione di recupero, potrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni.
Sebbene sia stato espressamente dichiarato che per il doppio acquisto potrebbero concorrere anche altri investitori, l'operazione risulta particolarmente in linea con il programma di espansione di Intrum Iustitia Lindorff sull'Italia, mercato nel quale l'operatore scandinavo punta a raggiungere un posizionamento tra i primi tre player del mercato. A conferma di questo orientamento strategico, si può evidenziare che lo scorso dicembre, lo stesso investitore aveva acquisito CAF Spa dal fondo Lonestar insieme a un portafoglio di crediti del valore di 370 milioni, per un investimento complessivo di circa 200 milioni di cui circa 80 andrebbero imputati al portafoglio e il resto alla piattaforma.