Il mercato unico si fa un bel regalo per i suoi 25 anni di attività. Infatti i PEPP (prodotti pensionistici individuali paneuropei), da semplice proposta da parte della Commissione europea (giugno 2017), sono arrivati in questi giorni sul tavolo dell’Europarlamento e del Consiglio che dovranno vagliarne le potenzialità di presa sui cittadini europei.

I prodotti pensionistici sarebbero dotati di un passaporto che ne garantirebbe la libera circolazione all’interno dell’Unione Europea agevolando così i cittadini e gli stati.

Questi innovativi strumenti sono diretti a tutti i lavoratori autonomi che avrebbero così l’opportunità di crearsi una pensione supplementare con valenza su tutto il confine europeo senza alcun obbligo preciso.

Se ai PEPP venisse dato il via libera, presto potrebbero favorire l’incremento di risorse pari a 2.100 miliardi nel giro di un decennio (così ha parlato Ernst and Young per conto di Bruxelles).

Se questi dati fossero confermati sarebbe un bel balzo in avanti, visto che il mercato della previdenza integrativa in Europa attualmente ha un valore che si attesta intorno ai 700 miliardi di euro.

Rimangono però ancora dei nodi da sciogliere - come dice Antolin- sul piano pratico, occorrerà infatti valutare l’effettiva attuazione e definire in maniera più adeguata alcuni dettagli, come le modalità di scelta dei fornitori o le garanzie.

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Secondo Maffei – invece - i PEPP possono risultare 'un ottimo punto di partenza, per molti aspetti ampiamente condivisibile'. E continua delineando gli aspetti che dovranno essere esaminati. La strutturazione della default option e dei comparti nazionali in primis: 'Da questi aspetti dipenderà fortemente la scelta degli operatori se destinare o no questi prodott'.

Il professor Paolo Buzzi, della facoltà di scienza delle finanze e di Economia pubblica dell’Università Cattolica, ritiene importante l’idea di portabilità di questo nuovo e innovativo strumento, ma rimane cauto sulla possibilità di attecchimento in Italia, dove persiste una certa cautela nei confronti dei suddetti prodotti.

Una svolta in senso positivo si potrebbe avere con gli incentivi fiscali.

Ad oggi però è da escludere che il fascicolo possa giungere sul tavolo dei ministri entro giugno per via della complessità della proposta, soprattutto perché appare più difficoltoso il percorso al Consiglio. Non rimane che aspettare per capire se i PEPP saranno o meno la svolta per la realizzazione di un mercato unico della previdenza complementare in Europa.

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