A poco meno di due mesi dalle elezioni comunali il Consiglio a maggioranza grillina della Città di Pomezia si è sciolto venerdì sera lasciando da solo il sindaco Fabio Fucci che resterà in carica fino a quando non sarà nominato un commissario. I motivi della rottura vanno ricercati in alcuni dissapori interni dovuti alle regole sul mandato che hanno convinto il primo cittadino della città laziale a tirarsi fuori dal Movimento per poter concorrere con un progetto politico nuovo, una lista civica: “Essere Pomezia”.

In base al regolamento grillino il sindaco non può rimanere in carica oltre i due mandati previsti, ma Fucci si difende dichiarando che il popolo pometino è felice del lavoro svolto dalla sua amministrazione e per questo motivo gli sembra giusto proseguire con un progetto che ha dato speranza e rinascita a tutta la Città. La cosa non è stata ben vista all’interno del partito e per questo – continua il sindaco- per colpirlo hanno creato un enorme disagio al paese con un gesto illogico e sconsiderato anche in vista delle prossime elezioni.

C’è da sottolineare come il M5S – dice Fabio Fucci- lo abbia sempre considerato un esempio di governo!

Quello che è accaduto a Pomezia riporta alla mente ciò che è capitato tempo addietro a Roma con il sindaco Ignazio Marino silurato dal Consiglio PD a causa della cattiva amministrazione ma anche per gli scontrini, i pranzi rimborsati, diventati il nucleo di un’inchiesta in cui Marino è stato indagato per peculato e falso.

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M5S

La notizia ha fatto scalpore anche negli altri ambienti politici; così si espressa la deputata della Lega Barbara Saltamartini: “A Pomezia è esploso il “big bang” dei grillini, scene incomprensibili mai viste neanche nei partiti della Prima Repubblica…”.

Mentre il coordinatore comunale di Pomezia del partito leghista, Roberto Vettraino, parla di lotte fratricide interne che avallano la totale invalidità governativa da parte del M5S nel Lazio come in altre città d’Italia.

La città di Pomezia - conclude dicendo Vettraino- per la sua storia, non merita di essere calpestata e per questo motivo il centrodestra, come prima coalizione nazionale, ha adesso l’opportunità di offrire ai cittadini di una delle più importanti città del Lazio una figura governativa valida e competente ed un progetto di sviluppo che dia lustro al paese.

Fabio Fucci, che in merito all’inchiesta sul Mondo di mezzo è stato definito da Salvatore Buzzi “incorruttibile”, non si arrende e continua a considerare assurda e limitativa la regola del doppio mandato che, a quanto pare, i vertici del M5S vogliono rivedere, vista l’ipotesi del ritorno alle urne, per non perdere un gran numero di deputati e senatori anche se adesso sembra troppo tardi.

Infine, c’è da chiedersi visto quanto successo se la regola del limite varrebbe anche per il Premier del Movimento Luigi Di Maio nel caso in cui la legislatura parlamentare in corso terminasse prima del tempo.

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