Anche nel caso in cui si vada a risiedere in un Paese con il quale l'Italia ha firmato una convenzione contro la doppia imposizione, vi sono delle regole precise alle quali fare riferimento per assicurarsi di essere in linea con quanto prevede la normativa. In via generale, per poter essere considerati effettivamente residenti all'estero, occorre infatti assolvere a precisi requisiti. Tra questi troviamo il fatto di non essere rimasti in Italia per oltre metà anno (183 giorni o 184 negli anni bisestili) e quindi di non aver avuto domicilio o dimora abituale in Italia per oltre metà dell'anno.

Gli altri requisiti da tenere in considerazione

Allo stesso modo, sono considerati residenti in Italia i cittadini italiani che risultano cancellati dalle anagrafi degli Stati con regimi fiscali privilegiati in cui erano residenti in precedenza. Se si rispettano tali requisiti, le pensioni pagate all'estero seguiranno le regole previste dalle specifiche convenzioni. Qualora però il cambio di residenza avvenga in corso d'anno, nel momento in cui il cittadino risiede in Italia per meno di metà anno, si vedrà applicato un frazionamento del periodo d'imposta. Infine, per poter procedere con la richiesta una volta maturati i requisiti, bisognerà utilizzare i moduli e seguire le procedure aggiornate rese disponibili sul sito dell'Inps.