Il differenziale tra btp e bund si è tinto di una “sfumatura di rosso” ancora più marcata: lo spread, verso l’ora di pranzo del 29 maggio, ha infatti toccato soglia 320 punti base, un livello raggiunto in precedenza nella primavera del 2013. Ma la Borsa non ha ancora riposto i “pennelli”.

Lo spread e il rendimento dei btp

Questa la situazione del mercato borsistico italiano verso mezzogiorno; infatti, i titoli di Stato a dieci anni hanno visto incrementare il proprio spread [VIDEO] rispetto ai decennali tedeschi di 60 punti rispetto a ieri, toccando dunque quota 320, con un rendimento per gli investitori pari al 3,4%. Si è trattato, pare, solo di un ghiribizzo momentaneo del “pittore” piazza Affari che, per così dire, dopo aver tracciato, inquieto, una pennellata di un rosso troppo intenso, ha cercato, forse di umore migliore, di sfumarne un po’ il “colore”: fuor di metafora, ciò vuol dire che dopo il “massimo” della soglia dei 320 punti lo spread si è abbassato tornando a quota 277.

I listini del Vecchio Continente

L’indice Ftse-Mib, d’altro canto, è calato: per la precisione, ha perduto il 2,54% - il peggiore in Europa. Sono calate, tuttavia, anche le altre borse europee: il Dax di Francoforte ha ceduto l’1,42%; il Cac40 di Parigi l’1,43%; l’Ftse100 di Londra l’1,27%. Molto male anche il listino di Madrid, l’Ibex35, che ha sofferto di una perdita pari al 2,35%.

Contagi

Sugli umori inquieti dei pittori borsistici, tanto europei quanto mondiali, sulle instabilità dei mercati finanziari influiscono ovviamente, tra gli altri fatti, anche le notizie che provengono dall’Italia, la cui situazione politica è ben lungi dall’essere, ancora, tranquilla: se per oggi, infatti, è prevista la comunicazione dei nomi dei ministri del premier incaricato Cottarelli [VIDEO], ciò che già si conosce anche all’estero è che il capo dell’esecutivo “tecnico” non potrà contare probabilmente sulla fiducia del Parlamento in merito al suo programma di governo.

La crisi politica italiana, pertanto, corre il rischio di protrarsi ancora. E tutto ciò, in Europa, ha già avuto degli effetti: l’euro è calato e il cambio con il dollaro si è attestato all’1,1545. Similmente, è probabile che presto sui mercati finanziari europei (e, per estensione, anche su quelli mondiali) abbiano un contraccolpo negativo pure i fatti che stanno avvenendo in Spagna - se già non li hanno avuti -; tra due giorni, infatti, il Parlamento madrileno discuterà la mozione di sfiducia contro il premier Mariano Rajoy presentata dal Partito socialista (Psoe) in seguito alle accuse di corruzione che hanno toccato la compagine politica del premier, il Partito popolare (Pp).