L'Italia è appena uscita da una crisi istituzionale storica. Nessuno, tra le memorie storiche della storia politica italiana, ricordava un momento in cui le difficoltà per formare un Governo fossero state così alte. I cittadini hanno assistito all'evolversi delle situazioni in maniera appassionata, ma adesso si aspettano risposte. Quelle che si richiedono ad un Esecutivo che, sommando i voti i Lega e Movimento Cinque Stelle, rappresenta una larghissima fetta dell'elettorato e che, soprattutto, avrà il compito di guidare il Paese in quella che è una fase cruciale della sua storia.
Si tratterà di un Governo che avrà il volto di Salvatore Conte, ma probabilmente anche e soprattutto l'anima di Luigi Di Maio e Matteo Salvini. I leader dei due partiti che compongono la Maggioranza si sono stretti la mano di fronte ad un contratto che si pone l'ambizioso obiettivo di accontentare l'elettorato su quelli che sono stati i punti rivelatisi i cavalli di battaglia della propria campagna elettorale. Tra questi c'è innegabilmente il capitolo pensioni.
Legge Fornero: incubo di Salvini e Di Maio
Salvini e Di Maio, per conto di Lega e Movimento Cinque Stelle, non hanno mai utilizzato giri di parole per mettere in evidenza la loro ferma opposizione a quella che una riforma introdotta dall'allora Governo tecnico di Mario Monti.
Ad essere introdotto fu un sistema che innalzò sensibilmente i tempi e i requisiti minimi per raggiungere la pensione, ma per molti si trattò del'unico metodo per mantenere la sostenibilità della casse dell'Inps. A sostegno di questa tesi si sono alzate voci importanti tra cui quelle del presidente dell'Inps Tito Boeri. Salvini, tra l'altro, non aveva avuto parole di elogio neanche per le misure sperimentali introdotte recentemente come l'Ape Volontaria, attraverso cui potevano essere anticipati i tempi per raggiungere la pensione sfruttando un prestito da rimborsare con una trattenuta sull'assegno previdenziale.
Legge Fornero: la promessa di Lega e Movimento Cinque Stelle
Quando ci si chiede quali siano le intenzioni del Governo Conte riguardo al capitolo pensione è sufficiente andare un'occhiata a cosa è specificato all'interno del contratto di Governo. Un'intenzione che fa il paio con quelle che erano state le promesse fatte da entrambi i partiti in sede di campagna elettorale.
L'idea attuale è quella di estendere la possibilità di raggiungere la pensione a chi abbia lavorato per quarantuno anni, traguardo sufficiente oggi a chi è un così detto lavoratore precoce. A ciò dovrebbe aggiungersi la così detta quota 100 attraverso cui, ad esempio, un lavoratore sessantaquatrenne potrebbe andare in pensione con trentasei anni di contributo (somma 64+36=100). Su quest'aspetto, però, andrebbe definita quale sarebbe l'età minima utile. Si tratta di misure che naturalmente comporterebbero il superamento e l'abolizione della Legge Fornero.Il contratto di Governo, inoltre, rivela che presto potrebbe esserci battaglia nei confronti dei vitalizi e delle pensioni d'oro che non siano giustificate da versamenti contribuiti sufficienti a giustificarle.