Fino al 9 dicembre 2025 le lavoratrici che hanno i requisiti possono inviare la domanda per il bonus mamme tramite i servizi online dell’INPS. Il contributo vale 40 euro per ogni mese di lavoro svolto nel 2025, fino a un massimo di 480 euro annui, ed è pagato direttamente dall’istituto in un’unica soluzione. La misura sostiene il reddito delle famiglie con figli e la continuità dell’occupazione femminile, concentrando l’intervento sulle madri che rimangono nel mercato del lavoro.

Requisiti anagrafici e familiari

Il bonus spetta alle lavoratrici madri con almeno due figli, dipendenti o autonome, iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria.

Con due figli il beneficio è riconosciuto se il più piccolo non ha ancora compiuto 10 anni, mentre con tre o più figli è richiesto che il minore non abbia ancora raggiunto la maggiore età.

Sono escluse le lavoratrici domestiche e le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato che già beneficiano dell’esonero contributivo sulla retribuzione. Il limite di reddito annuo da lavoro è fissato in 40.000 euro per il 2025, calcolato considerando tutti i rapporti attivi nel corso dell’anno.

Importi riconosciuti e mesi coperti

L’importo del bonus è calcolato sui mesi in cui il rapporto di lavoro risulta attivo nel corso del 2025. Per ogni mese maturato spetta un contributo di 40 euro, fino a un massimo di 12 mensilità e quindi di 480 euro complessivi.

I periodi di sospensione non retribuita non generano il diritto al beneficio, mentre sono considerati utili i mesi di maternità obbligatoria o parentale se il contratto rimane in essere. Il pagamento è disposto dall’INPS, di norma entro la fine dell’anno, con accredito sul conto corrente o sullo strumento di pagamento indicato nella domanda.

Procedura di domanda e scadenze

La domanda deve essere presentata esclusivamente in via telematica. Le lavoratrici accedono al portale istituzionale con SPID, CIE, CNS o credenziali europee e selezionano il servizio dedicato al bonus mamme nella sezione dei sostegni al reddito per genitori lavoratori. In alternativa ci si può rivolgere a un patronato o al Contact Center, che inseriscono la richiesta per conto dell’interessata.

Il termine ordinario è fissato al 9 dicembre 2025; è prevista una finestra straordinaria fino al 31 gennaio 2026 per chi matura i requisiti nell’ultima parte dell’anno. In questo caso il pagamento sarà effettuato nei primi mesi del 2026. Il bonus vale solo per il 2025 ed è concepito come misura temporanea, in attesa di un sistema più stabile di esoneri contributivi a favore delle madri lavoratrici.

Rapporto con le altre agevolazioni per le famiglie

Il bonus mamme 2025 si affianca alle altre misure rivolte ai nuclei con figli, come l’assegno unico e le detrazioni fiscali, senza sovrapporsi agli strumenti già previsti per specifiche categorie di lavoratrici. Per le madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato resta infatti in vigore l’esonero contributivo sulla retribuzione, che non si cumula con il nuovo contributo diretto.

L’intervento, limitato a un anno, concentra le risorse sulle madri che non rientrano nell’esonero contributivo ma che mantengono un rapporto di lavoro attivo. In questo modo si cerca di coniugare il sostegno alle famiglie numerose con l’obiettivo di favorire la partecipazione stabile delle donne al mercato del lavoro, in particolare nei settori e nei contratti più esposti alle oscillazioni occupazionali.